Operazione “Inferno dei Pitbull” a Gela: il WWF plaude a magistratura e forze dell’ordine contro la zoomafia

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Un duro colpo alla criminalità organizzata e allo sfruttamento degli animali nel Nisseno arriva con l’operazione denominata «L’Inferno dei Pitbull», una complessa indagine condotta a Gela che ha smantellato un circuito di combattimenti clandestini e scommesse illegali. L’intervento, coordinato dalla Procura della Repubblica di Gela guidata da Salvatore Vella, ha portato all’identificazione di sei soggetti indagati e al sequestro di tredici cani di razza pitbull utilizzati nelle lotte. Di fronte a questo scenario, il WWF Sicilia Centrale ha espresso viva soddisfazione, sottolineando l’urgenza di una risposta ferma dello Stato contro la zoomafia radicata nel territorio.

L’indagine e il blitz dei reparti specializzati

I dettagli dell’operazione sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa che ha svelato i contorni di un’attività illecita feroce e organizzata. Le indagini, condotte con grande determinazione da oltre trenta unità tra agenti del Commissariato di Gela e militari dei reparti specializzati dell’Arma dei Carabinieri – tra cui il Soarda di Roma, il Cites di Palermo e il Centro Anticrimine Natura di Agrigento – hanno permesso di contestare il reato di maltrattamento di animali con l’aggravante della crudeltà a persone di età compresa tra i ventidue e i quarantasei anni. Un’azione mirata a stroncare la cinomachia, un business criminale basato sulla violenza e sul profitto illecito.

La diffusione della zoomafia nel territorio nisseno

Il blitz di Gela non rappresenta un episodio isolato, ma si inserisce in un contesto territoriale in cui la zoomafia costituisce un fenomeno ramificato e pericoloso. Come evidenziato dall’associazione ambientalista, allevamenti abusivi e traffici illeciti di cani molossoidi interessano diverse aree della provincia, da Caltanissetta a Niscemi e Mazzarino, spesso collegati a network criminali che operano anche fuori provincia. Un quadro aggravato da altri episodi analoghi registrati negli ultimi anni, come le corse clandestine di cavalli sgominate nel Nisseno, che confermano la persistenza di reti criminali dedite allo sfruttamento e al maltrattamento animale.

L’appello del WWF per una sinergia istituzionale

Nonostante il successo dell’operazione, il presidente di WWF Sicilia Centrale, Ennio Bonfanti, ha voluto lanciare un monito riguardo alla percezione di questi reati, spesso considerati a torto di minore allarme sociale. Le guardie zoofile volontarie operano sul campo raccogliendo dati allarmanti sulla diffusa illegalità, ma la loro azione solitaria non può bastare contro organizzazioni criminali così strutturate. Da qui l’auspicio che il blitz di Gela rappresenti il punto di partenza per una stabile e proficua sinergia tra Prefettura, Questura, forze di polizia, enti locali e servizi veterinari, con l’obiettivo comune di sradicare la violenza contro gli animali e riaffermare la legalità nel Nisseno.