Bocca e cuore: il legame tra parodontite e salute cardiovascolare
La prevenzione di malattie dentali gravi, a partire dalla parodontite, ha conseguenze positive sull’organismo, abbassando i rischi derivanti associati all’infiammazione sistemica.
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L’attenzione all’igiene orale ha un’importanza che va ben oltre l’estetica. Siamo abituati, soprattutto da quando gli standard estetici con i social si sono alzati notevolmente, a prenderci cura con dedizione della bellezza del sorriso, un obiettivo oggi più facile da perseguire grazie alle maggiori informazioni sul corretto utilizzo di spazzolino e altri presidi per lavare i denti.
L’impatto di tutto ciò va ben oltre al fascino estetico e ha implicazioni profonde sulla salute. La prevenzione di malattie dentali gravi, a partire dalla parodontite, ha conseguenze positive sull’organismo, abbassando i rischi derivanti associati all’infiammazione sistemica.
Bocca sana, un’alleata preziosa del benessere cardiaco
La parodontite è una patologia molto diffusa, la cui forma grave riguarda, secondo i dati del Global Burden of Disease del 2023, circa il 14% della popolazione globale. Condizione di natura infiammatoria, colpisce i tessuti di sostegno del dente, ossia il legamento parodontale e l’osso alveolare, la cui progressiva perdita può compromettere la stabilità dei denti stessi.
L’infiammazione, però, non si ferma al distretto orale. Come si può leggere nel Consensus Report pubblicato nel 2020 sulle pagine del Journal of Clinical Periodontology, la scienza parla ufficialmente di un’associazione indipendente fra la diagnosi di parodontite e un incremento del rischio di patologie cardiovascolari.
Fondamentale è sottolineare che non si parla di un rapporto causa-effetto. Grazie alla riduzione del carico infiammatorio sistemico, causato dall’incremento dei livelli di proteina C reattiva, è possibile abbassare la probabilità di insorgenza di evenienze come la rigidità vascolare, non certo il massimo per il cuore.
Cura della parodontite: le parole dell’esperto sui suoi vantaggi
Il tema della cura della parodontite ha quindi massima rilevanza per la salute della popolazione mondiale.
Per questo motivo, approfittando anche dell’attenzione mediatica che caratterizza questo mese, abbiamo raccolto il punto di vista del Dottor Fabio Cozzolino, uno dei massimi esperti di parodontologia in Italia e divulgatore scientifico dalle pagine del sito Studiodentisticocozzolino.it: “Oggi la ricerca scientifica ha dimostrato chiaramente che la salute della bocca è strettamente legata a quella del cuore. La parodontite non è un problema confinato ai denti: l’infezione cronica e il sanguinamento gengivale permettono ai batteri del tartaro subgengivale e alle loro tossine di entrare nel flusso sanguigno, innescando uno stato di infiammazione generale in tutto il corpo. Questa infiammazione sistemica contribuisce ad accelerare l’aterosclerosi, ovvero la formazione di placche all’interno delle arterie, aumentando in modo significativo il rischio di eventi cardiovascolari gravi come infarto e ictus. La buona notizia è che curare la bocca protegge anche le arterie. Un celebre studio clinico pubblicato sul prestigioso New England Journal of Medicine (Tonetti et al., 2007) ha dimostrato che una terapia parodontale intensiva, rimuovendo l’infezione e il tartaro sotto gengiva, migliora significativamente l’elasticità e la salute delle pareti arteriose già dopo poche settimane, riducendo i marcatori infiammatori dell’organismo.
Addirittura si è scoperto che la parodontite non trattata determina ipertensione. Un fondamentale studio scientifico pubblicato sull’European Heart Journal (Czesnikiewicz-Guzik et al., 2019) lo ha confermato con una doppia prova: prima ha analizzato il profilo genetico di oltre 750.000 persone, dimostrando inconfutabilmente che la parodontite è una causa diretta di ipertensione; poi ha seguito 101 pazienti con parodontite e pressione alta, riscontrando che, a soli due mesi dalla cura parodontale e dalla pulizia del tartaro sotto gengiva, la pressione arteriosa massima scendeva in media di oltre 11 mmHg (circa il 10%). Un beneficio straordinario, paragonabile a quello di un farmaco per la pressione. Curare le gengive, quindi, aiuta a prendersi cura del proprio cuore.”
Il Dottor Cozzolino entra nel vivo sia dei meccanismi dannosi dell’infiammazione, sia dei vantaggi della prevenzione, che si basa innanzitutto su una corretta igiene orale tra le mura domestiche. La giusta direzione dello spazzolamento è quella verticale, evitando di essere troppo bruschi e avendo sempre cura di agire, grazie a filo interdentale e scovolino, sugli spazi interdentali. Così facendo si riesce a disgregare il film batterico prima che possa mineralizzarsi e trasformarsi in tartaro.
Parliamo di semplici gesti preventivi quotidiani che hanno conseguenze positive concrete sulla salute anche di altri apparati del corpo oltre a quello cardiovascolare. La scienza ha infatti dimostrato che i batteri che dalle gengive si diffondono nel circolo ematico possono esacerbare il quadro di gravità di patologie come l’Alzheimer e l’artrite reumatoide.
