Crotone, la petizione “Dignità per Oncologia” supera le 5.000 firme: l’appello delle associazioni

Un successo straordinario di mobilitazione popolare su Change.org. Le realtà promotrici rilanciano la richiesta all’ASP per un polo oncologico unico e strutture adeguate all’Ospedale “San Giovanni di Dio”.

ospedale

foto da pixabay.com

La voce del territorio si è alzata forte e chiara, e i numeri lo confermano. La petizione popolare “Dignità per Oncologia”, lanciata su Change.org dalle principali realtà associative del crotonese, ha tagliato ufficialmente il traguardo delle 5.000 firme.

Un risultato importante che, a distanza di due mesi dall’avvio della mobilitazione promossa da Vivere Sorridendo Italia Aps, Cittadinanzattiva – Tribunale per i Diritti del Malato (Crotone), AdC – Avvocati dei Consumatori Calabria, Avis comunale Crotone e Associazione provinciale LILT Crotone ETS ODV, testimonia quanto la cittadinanza avverta l’urgenza di una sanità più vicina ai bisogni reali dei pazienti oncologici e delle loro famiglie.

Un obiettivo chiaro: un polo oncologico unico e spazi dignitosi

La mobilitazione è nata per denunciare i disagi logistici vissuti quotidianamente all’Ospedale “San Giovanni di Dio” di Crotone, legati soprattutto alla frammentazione dei servizi. La richiesta centrale rivolta all’ASP di Crotone resta limpida: individuare una sistemazione definitiva che garantisca l’affiancamento del Reparto di degenza e del Day Hospital Oncologico sullo stesso piano, eliminando i pesanti disagi negli spostamenti per chi affronta cure delicate.

A ciò si aggiunge la richiesta di una radicale riqualificazione degli spazi esistenti — dalla sala d’attesa all’area prelievi — e la definizione di un cronoprogramma di interventi certo e pubblico.

La rete civica non si ferma

Il superamento delle cinquemila sottoscrizioni rappresenta un segnale politico e sociale fortissimo, che dimostra come la salute e la dignità delle cure siano priorità non negoziabili per la comunità calabrese. Le associazioni promotrici ringraziano i cittadini, i volontari e quanti hanno scelto di metterci la faccia, trasformando una battaglia di giustizia sanitaria in un patrimonio collettivo.

La raccolta firme continua, così come l’impegno costante delle reti associative per aprire un confronto costruttivo con le istituzioni sanitarie e regionali.

Per sostenere l’iniziativa e aggiungere la propria firma, è possibile continuare a utilizzare la piattaforma online al link ufficiale di Change.org.