Fase 2, le proposte del Forum Associazioni Familiari al governo

Ieri il Presidente Nazionale del Forum delle Associazioni Familiari Gigi De Palo ha incontrato il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte  e ha presentato una proposta organica per venire incontro, con una serie di misure, alle necessità delle famiglie in vista del prossimo Decreto del Governo. Come Forum della Calabria – comunica il Presidente Claudio Venditti – le portiamo a conoscenza poiché possono aiutare anche politiche regionali verso la famiglia.

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Gli attuali sostegni rivolti alle famiglie dalle disposizioni fin’ora emanate non tengono conto dei reali carichi e delle necessità familiari.  La nuova proposta all’esame del governo, pur andando nella direzione auspicata dal Forum di considerare i carichi familiari e in particolare la presenza di minori nel nucleo familiare, presenta due criticità:

1) si limita ai minori di 14 anni, come se i maggiori di 14 anni non avessero dei costi 2) è legata all’indicatore ISEE.

Il Forum non condivide la parametrizzazione dell’assegno universale all’ISEE, per le seguenti ragioni: – Tutti i figli sono un bene comune, pertanto un intervento a favore della natalità deve trattare tutti i figli e le famiglie in modo uguale. Tutte le famiglie italiane, non solo quelle con ISEE basso, devono sentirsi supportate dallo stato nelle loro scelte procreative;

– L’ISEE è calcolato sulla situazione economica della famiglia al 2019, ovvero prima del lockdown, quando i redditi per molti si sono azzerati.  Quale il senso di una misura di 600 o 800 € uguale per tutti, indipendentemente dalla situazione precedente ma ad essa parametrata?

– Alle famiglie oggi giova un intervento rapido di sostegno e non invece essere costrette nelle prossime settimane a destreggiarsi per uffici per produrre la documentazione necessaria per calcolare l’indicatore. Altro aspetto critico è legato alla scarsa efficacia del c.d. voucher babysitting, dal momento che gli spostamenti sono stati, giustamente, scoraggiati cosi come la presenza in casa di estranei alle famiglie. Non riaprendo le scuole i genitori hanno bisogno di indicazioni certe e chiare a chi e come affidare i figli minori Sarà allora necessario offrire la possibilità di scegliere (compatibilmente con l’impegno lavorativo) se usufruire del congedo straordinario al 75% o in alternativa il voucher babysitting il cui importo dovrà essere versato direttamente sul c/c bancario o postale indicato dalla famiglia stessa. Ha inoltre una pesante ricaduta sulle famiglie il mancato sostegno alle scuole paritarie che svolgono un servizio d’istruzione pubblico tanto quanto le scuole statali (legge 62/2000).  Lo Stato ha il dovere di tendere la mano a questo sistema di basilare sussidiarietà educativa. In cocreto il Forum ha chiesto:

  1. Istituzione di un assegno di € 200 per ogni figlio fino ai 18 anni. Tale assegno dovrà essere erogato senza prendere in considerazione il reddito ISEE del nucleo familiare. Questa misura dovrà essere istituita subito per tutti i lavoratori per i quali è stata prevista l’indennità, per il mese di marzo 2020, di 600 euro (autonomi e partite Iva). Auspicabilmente andrebbe presto estesa a tutti le famiglie indipendentemente dalla situazione lavorativa.  A quanti già percepiscono gli “assegni familiari” dovrà essere erogata la differenza che manca per arrivare a € 200.
  2. Estensione del congedo parentale per tutto il periodo di vigenza delle misure di contenimento del Covid-19 che vedano sospese le attività didattiche e i servizi educativi per l’infanzia, con conseguente riconoscimento dell’indennità sostitutiva del salario per una percentuale pari almeno al 75%, in presenza di figli minori di anni 14 e di entrambi i genitori che lavorano, anche se in lavoro agile. Il congedo vige fino al termine dell’anno scolastico. In alternativa dare la possibilità di scegliere il voucher babysitting il cui importo dovrà essere versato direttamente sul c/c bancario o postale indicato dalla famiglia stessa.
  1. Relativamente alla proposta al vaglio del Governo c.d. “Bonus vacanze”, la misura non dovrà fermarsi al terzo figlio, estromettendo le famiglie con 4 e più figli. L’importo del bonus, peraltro, si riduce al crescere del numero dei figli e i costi aumentano con l’aumentare dei fruitori delle strutture ricettive (dal 3° figlio risulta necessaria una camera aggiuntiva, ad esempio). Il costo dell’ampliamento della platea peraltro risulterebbe irrisorio, visto il numero ridottissimo di famiglie con 4 o più figli.
  2. Prevedere un sistema di adattabilità/convertibilità del bonus baby-sitter in bonus per usufruire a domicilio di personale OSS specializzato, aiutando concretamente i nuclei familiari con disabili a carico. (Comunicato Stampa)

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