“Basta condanne a morte in Arabia Saudita”

il poeta Ashraf Fayadh e il giovane attivista Ali Mohammd Al-Nimr

Il poeta Ashraf Fayadh e il giovane attivista Ali Mohammd Al-Nimr

ROMA – Dopo l’annuncio delle 47 condanne a morte eseguite dall’Arabia Saudita nei giorni scorsi continua la mobilitazione degli utenti di Change.org per salvare la vita di altri due prigionieri: sono il poeta Ashraf Fayadh e il giovane attivista Ali Mohammd Al-Nimr, nipote dell’imam sciita iraniano Sheikh Nimr Baqir al-Nimr, giustiziato due giorni fa insieme agli altri 46 prigionieri. La sua morte aveva scatenato proteste davanti ambasciata dell’Arabia Saudita a Teheran e una crisi diplomatica tra i due paesi. In totale sono più 644 mila le firme raccolte.

La petizione a favore di Ali Mohammd Al-Nimr. Per il nipote dell’imam Al-Nimr, il giovane Ali Mohammd Al-Nimr, 21 anni, ci sono oltre 381 mila sostenitori. Ali è stato condannato a morte da un tribunale dell’Arabia Saudita che ha stabilito la pena della decapitazione e crocefissione. “Questa è la condanna che in Arabia Saudita è stata inflitta ad un 21enne che nel 2012, quando aveva solo 17 anni, partecipò a una manifestazione contro il governo”, scrive Stefano Molini, il promotore della petizione. Qui il link con il testo completo.

La petizione a favore di Ashraf Fayadh. La petizione per salvare Ashraf Fayadh, 35 anni, poeta, curatore e artista nato in Arabia da genitori palestinesi, ha più di 263 mila firme. “È accusato di aver promosso l’ateismo con i suoi testi inclusi nell’antologia poetica “Instructions within” (2008), di aver avuto relazioni illecite, di aver mancato di rispetto al profeta Maometto e di aver minacciato la moralità saudita”, scrive Alberto Scrinzi, promotore della petizione a favore di Ashraf. Durante le udienze il poeta ha dichiarato di essere musulmano e ha respinto le accuse. È stato arrestato nel gennaio del 2014 e nel maggio dello stesso anno è stato condannato a quattro anni di prigione e 800 frustate da un tribunale di Abha, nel sudovest dell’Arabia Saudita. Dopo che il suo primo ricorso è stato respinto, una nuova corte lo ha condannato a morte. (Redattore Sociale)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Informativa estesa

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close