Convegni, incontri, flash mob: così l’Italia celebra la Giornata della disabilità

Giornata disabilità

ROMA – Ventiquattresima edizione, domani 3 dicembre, della Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità, che le Nazioni Unite hanno voluto dedicare al tema “dell’accesso e dell’empowerment per le persone di tutte le abilità”. Nel nostro paese, celebrazioni ufficiali a Montecitorio e al Quirinale, con due appuntamenti che vedranno protagonista il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Ma al di là dei momenti istituzionali, sono decine in tutto lo stivale gli appuntamenti organizzati da enti locali, associazioni e realtà del territorio.

In diretta tv l’evento che a partire dalle 10 vedrà la Sala della Regina di Montecitorio ospitare le più alte cariche dello Stato: si parlerà di scuola e in particolare delle sessioni di confronto fra gruppi di studenti con e senza disabilità svoltesi presso il Ministero dell’Istruzione. Al capo dello Stato, oltre che ai presidenti di Senato e Camera, Grasso e Boldrini, e al ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, verranno illustrate le conclusioni del progetto che ha puntato sulla formazione a scuola. Al termine il Capo dello Stato tornerà al Quirinale dove a mezzogiorno riceverà una delegazione dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti e dell’Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità – IAPB Italia. “Siamo – dice il presidente Uic, Barbuto – molto contenti e onorati per l’incontro: questo gesto è un importante segnale di attenzione nei confronti dei più deboli da parte della carica più alta del nostro Stato democratico”.

La Fish (Federazione italiana superamento handicap) sceglie la via dei numeri e dei dati,ricordando a tutti in occasione del 3 dicembre che le persone con disabilità possono studiare, lavorare, praticare sport, andare in vacanza, formarsi una famiglia, ma che tutto questo può avvenire se vi sono le “condizioni idonee” per farlo: condizioni che – ecco il punto – troppo spesso mancano o sono compresse dalla carenza o assenza di investimenti e risorse. Da qui l’invito a favorire una diffusa consapevolezza delle condizioni di vita dei singoli e delle loro famiglie e a modificare gli atteggiamenti.

Anche la Lega del filo d’oro coglie l’occasione del 3 dicembre per ribadire che “la sordocecità è una condizione specifica che richiede una modifica della legge attuale”, dato che per i sordociechi e i pluriminorati psicosensoriali la vita è sempre in salita. E avanzando verso il pieno riconoscimento dello status di sordocieco, viene segnalato come si è recentemente ottenuto un impegno preciso da parte dell’INPS che entro la fine dell’anno aggiornerà la modulistica per rendere operativa la procedura per l’accertamento di tale invalidità specifica, oltre a maggior attenzione da parte dell’”Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità” verso i diritti delle persone sordocieche.

In piazza Montecitorio un flash mob è stato organizzato in mattinata dall’Aipd(associazione italiana persone down) mentre al Senato l’Associazione Luca Coscioni presenta in conferenza stampa una nuova App “NO BARRIERE”: la nuova app che consente di segnalare barriere architettoniche e ricevere aiuto per abbatterle; – il VIDEO “NON E’ UN GIUBILEO PER PERSONE DISABILI”: il video di Radio radicale – Fai Notizia sulle barriere architettoniche che a Roma impediscono i percorsi di pellegrinaggio giubilare alle persone con disabilità.

Cbm Italia Onlus il 3 dicembre sarà su Tv2000 con il documentario diretto da Silvio Soldini in cui lo scultore Tagliaferri insegna ai bambini ciechi e sordo-ciechi a lavorare la creta: ‘Un albero indiano’ sarà trasmesso alle ore 12.20 e porterà l’attenzione sul tema della disabilità verso un pubblico più ampio, quello televisivo, “per promuovere una migliore comprensione dei temi legati alla disabilità e sensibilizzare gli spettatori sulla necessità di andare oltre stereotipi e pregiudizi. Il documentario è ambientato in India, a Shillong, nella Bethany School di CBM, una scuola inclusiva che accoglie nella stessa classe bambini con e senza disabilità, ciechi e sordo-ciechi.

Tra le iniziative che per la Giornata si organizzano in tutta Italia si segnala il convegno organizzato da SuperAbile Inail all’Auditorium Inail di Roma con “La disabilità non è un problema”, occasione per riflettere sul ruolo della cultura, dello sport e della tecnologia nella vita quotidiana delle persone disabili. C’è poi  “Io valgo X 3 – Eventi per promuovere il diritto della persona con disabilità ad essere protagonista della storia e della società”: promossi dalla Comunità Papa Giovanni XXIII in diverse città italiane. All’università di Modena e Reggio convegno su “Diversability, come le tecnologie e la solidarietà consentono di superare le barriere”, mentre a Trieste incontro sulle “azioni e i progetti dell’Ateneo di Trieste per l’inclusione delle persone disabili”. Ancora in Emilia Romagna, a Bologna, nell’ Aula Magna di Scienze dell’Educazione di via Filippo Re 6, si tiene l’incontro pubblico “Quello che la primavera fa con i ciliegi. Percorsi possibili per l’autonomia e l’autodeterminazione delle persone con disabilità”, alle ore 18.

La Giornata si celebra anche sui social network. Un esempio: su tutti i canali social ufficiali di Special Olympics Italia apparirà domani un video celebrativo dell’iniziativa promossa con l’hashtag #MoveForInclusion, che ha visto sabato scorso in 25 piazze italiane un flash mob sulle note di “Let me go”. Atleti, volontari, familiari, sostenitori ed appassionati di Special Olympics si sono riuniti in una danza gioiosa, tra lo stupore dei passanti, che ha coinvolto ed unito numerose persone: scendere in piazza, fa sapere l’associazione, ha rappresentato un forte messaggio contro questi pregiudizi, al fine di contribuire ad un cambiamento culturale che possa abbattere qualsiasi genere di barriera esistente e mirare ad un futuro teso al rispetto e all’inclusione di tutti.

Fra le associazioni infine c’è anche chi ha scelto, polemicamente, di non celebrare la ricorrenza: è il caso del Comitato 16 novembre composto da persone malate di Sla e loro familiari: una scelta fatta per “non assistere a campagne di facciata, lontane dai problemi di chi vive disabilità ogni giorno” e per richiamare il Governo a “mantenere la promessa di un piano nazionale entro il 2015. Allora saremo i primi a festeggiare”.

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