Violenza contro le donne, il CNDDU: “Potenziare l’educazione alla legalità nelle scuole”

Il Coordinamento Nazionale Docenti dei Diritti Umani analizza i dati del rapporto Istat 2025: oltre il 58% delle vittime minorenni non parla con nessuno. L’appello al ministro Valditara per una prevenzione strutturata.

25 novembre sicilia

Foto di Tumisu da Pixabay

Alla luce dei dati emersi dal recente rapporto Istat Violenza contro le donne dall’infanzia all’età adulta – Anno 2025, il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) richiama con forza l’attenzione sulla necessità di una risposta pubblica che affianchi all’azione repressiva una strategia di prevenzione precoce, partendo dai banchi di scuola.

I numeri fotografano una realtà allarmante: l’8,2% delle donne italiane tra i 16 e i 75 anni (quasi un milione e 650 mila) e il 3,4% delle straniere (circa 73 mila) dichiarano di aver subito almeno una violenza sessuale prima dei sedici anni. Se si considerano congiuntamente le violenze fisiche e sessuali, il fenomeno coinvolge circa tre milioni di italiane (15,3%) e oltre 244 mila straniere (11,4%).

Il peso del silenzio e la vicinanza dell’aggressore

Un dato particolarmente drammatico evidenziato dal rapporto è che oltre il 58% delle vittime di violenza sessuale subita in età minorile non ne ha mai parlato con nessuno. A bloccare la richiesta di aiuto è spesso la prossimità dell’autore (parenti o amici di famiglia), la dipendenza affettiva ed economica dall’adulto e la paura delle conseguenze.

LEGGI ANCHE–> Violenza di genere, la Calabria educa all’affettività e al rispetto: un piano da 6,5 milioni per non lasciare sole le donne

La stessa indagine Istat sottolinea un legame profondo tra le esperienze di violenza subite prima dei sedici anni e quelle in età adulta: la quota di donne che subisce violenze da adulte sale vertiginosamente tra chi ha già vissuto abusi nell’infanzia, superando il 57%.

La proposta al Ministro Valditara: educazione alla legalità e formazione

Per colmare la distanza tra l’abuso e la sua emersione, il CNDDU si rivolge direttamente al Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, proponendo un potenziamento strutturale dell’educazione alla legalità nelle scuole.

L’obiettivo non è introdurre una trattazione di diritto penale in classe, bensì fornire agli studenti, con linguaggi adeguati all’età, la conoscenza delle regole che tutelano l’integrità personale, aiutandoli a riconoscere i comportamenti illeciti – anche quando provengono da persone di fiducia – e a conoscere i canali istituzionali per chiedere aiuto.

A questa consapevolezza dei minori, sottolinea il coordinamento, deve corrispondere una formazione specifica del personale scolastico, affinché la scuola sappia come accogliere eventuali richieste di aiuto e raccordarsi tempestivamente con i servizi sociali, sanitari e le autorità competenti, senza sovrapporsi a ruoli investigativi o sanitari ma agendo come rete di protezione sicura.