(VIDEO) La tratta delle ragazze nigeriane: viaggio tra inganni, violenze e schiavitù

ROMA – La tratta di esseri umani dalla Nigeria e il loro sfruttamento sono un fenomeno drammatico, aumenta esponenzialmente ogni anno e si diffonde in modo capillare in tutte le regioni italiane, secondo l’Unhcr, nei primi tre mesi del 2017 “sono quasi 1600 le ragazze nigeriane arrivate via mare nel nostro paese” e la stima è che “almeno l’80% di loro sia destinata ad essere immessa nel mercato del sesso a pagamento”. Una tendenza in progressivo aumento se si considera che “nel 2013 le donne nigeriane sbarcate in Italia erano 433″. 

Le ragazze provengono dalle aree più povere della Nigeria. La coercizione è sottile e passa attraverso “dinamiche familiari, religiose ed economiche da cui non è facile sottrarsi”, in genere “vengono adescate tramite una proposta di lavoro in Europa, spesso da un membro della famiglia allargata. Sottoposte “a un rituale voodoo” che le vincola e le “costringe al silenzio” le ragazze devono impegnarsi a ripagare il debito che contraggono (tra i 20 e i 60 mila euro) per raggiungere l’Europa. Per raccontare le tante nigeriane che vengono trafficate in Italia e sfruttate nella prostituzione di strada, i soccorsi in mare, gli sbarchi e l’estrema povertà dei paesi di origine, è stato lanciato ieri da On the Road onlus il video “From Nigeria to Italy – Trafficked for sexual exploitation“. L’associazione, che da più di venti anni incontra queste donne offrendo aiuto e percorsi di uscita, è partita dalla raccolta di decine di storie di vita delle ragazze accolte nei centri e nei programmi di protezione.

Realizzato grazie al supporto dell’Ambasciata americana in Italia e creato da Stefano Sbrulli (concept, Cristina Pizzolato e Stefano Sbrulli – illustrazioni di Maria Marzano – copy: Cristina Pizzolato) è un invito a riflettere e a conoscere la catena di eventi che portano queste ragazze alla prostituzione. “Partono coraggiose e piene di speranze, per ritrovarsi protagoniste di un incubo, fatto di inganni, false promesse, violenze e riduzione in schiavitù”. 

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