Sporting Locri in campo il 10 gennaio

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Lo Sporting Locri

LOCRI. Sono pronte a scendere in campo il 10 gennaio. Le minacce non le hanno intimidite, anzi, è ancora più forte e salda la loro voglia di farsi valere e di tenere testa a chi vuole sporcare col malaffare anche lo sport. Le ragazze dello Sporting Locri, la squadra di calcio a 5 attualmente quarta in classifica nel campionato di serie A, non demordono e lanciano un grande messaggio di coraggio non solo al mondo dello sport ma alla nazione intera. Qualche giorno fa il presidente della società, Ferdinando Armeni, aveva annunciato di voler ritirare la squadra dal campionato per le pesanti minacce subite. Una decisione che ha suscitato sdegno e indignazione in tutta la nazione e che ha fatto esprimere la piena solidarietà al team locrese da parte dei vertici dello sport italiano: da Carlo Tavecchio, presidente della Figc, a Giovanni Malagò, presidente del Coni e tanti altri. E poi ancora, non sono mancati i messaggi solidali di Laura Boldrini, presidente della Camera, e del ministro dell’Istruzione Stefania Giannini.

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L’immagine sul sito dello Sporting Locri

Alla luce della vicinanza espressa dalle tante personalità istituzionali, dalle organizzazioni sportive, dal mondo della politica, nazionale e locale, le ragazze dello Sporting Locri chiedono sostegno concreto per poter realmente andare avanti. La sola volontà, il coraggio non bastano. E’necessario, infatti, che qualcuno rilevi la società (che peraltro la dirigenza è disposta a cedere anche a costo zero) per riuscire a concludere il campionato. Una eventualità, quest’ultima, presa in considerazione dal Coordinamento antimafia Riferimenti guidato da Adriana Musella che afferma: “In questa vicenda non è in gioco solo una squadra che vuol fare sport ma un gruppo di persone alle quali viene tolto il diritto sacrosanto dell’autodeterminazione e alla libertà. Le vere vittime siano lo sport e le ragazze che tanti sacrifici hanno affrontato in questi anni per vedere oggi i loro sogni spezzati dalla vigliaccheria e dalla sopraffazione”. Musella aggiunge: “Che ci sia o meno la ‘ndrangheta sotto questa faccenda non possiamo dirlo ma che la metodologia usata sia mafiosa e che l’operazione è comunque delinquenziale questo non si può negare”. Il Coordinamento antimafia Riferimenti annuncia, quindi, di prendere in esame la possibilità di rilevare la squadra. “Ciò al fine di permettere alle ragazze di potere tornare in campo e di non subire la vergogna di una resa imposta.

Adriana Musella
Adriana Musella

Il Coordinamento essendo un’associazione no profit, basata sul volontariato, non dispone di fondi o di rendite e per questo chiama a raccolta, imprenditori coraggiosi e con la schiena dritta e professionisti onesti perchè siano di sostegno concreto alla causa”. Musella rimarca il fatto che  l’iniziativa ha bisogno dell’aiuto di tutti privati e delle istituzioni calabresi, del Coni e della Lega italiana calcio. “Il messaggio che viene fuori da questa vicenda – commenta Musella – è che le minacce ordinano e le teste si chinano e obbediscono. Questo non possiamo permetterlo”. In ogni caso, il Coordinamento Riferimenti non assumerà alcuna iniziativa in merito senza prima aver consultato gli inquirenti ed aver avuto l’assenso della prefettura di Reggio Calabria e degli altri organi preposti. Su tutta la vicenda, infatti, i carabinieri di Locri hanno redatto un’informativa di reato, che è stata trasmessa alla procura della Repubblica. L’informativa è al vaglio del pm di turno della procura, che valuterà se aprire formalmente un’inchiesta per accertare il movente delle minacce ed identificarne il responsabile. Intanto il prefetto di Reggio Calabria Claudio Sammartino ha disposto “adeguate misure di protezione” nei confronti della dirigenza della squadra locrese. Gli stessi dirigenti saranno sentiti nei prossimi giorni in sede di Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica convocato dal prefetto. (Redattore Sociale)

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