Parisi (Fnsi): “Per l’Ufficio Stampa Oliverio cambia tutto per non cambiare niente”

CATANZARO – La Regione Calabria pubblica l’elenco dei giornalisti ammessi alla Manifestazione d’interesse per la formazione di un elenco per il conferimento di incarichi di componente dell’Ufficio Stampa della Giunta Regionale a personale esterno, tra cui un cinefotoreporter, e scoppia il putiferio. Su 195 partecipanti (delle 197 domande due sono doppie) gli ammessi sono 90 (una due volte), pertanto sono ben 105 gli esclusi per mancanza dei requisiti (in 8 non sono iscritti all’Albo professionale) o – sostiene la Regione –  per “documentazione incompleta”. Ad alcuni giornalisti viene contestato il non aver firmato il curriculum allegato, ad altri l’aver fornito una dichiarazione sostitutiva non conforme e ad altri ancora il non aver inserito una copia della carta d’identità. Proprio su quest’ultimo aspetto si è scatenata l’ira di molti candidati perché – fanno notare – non era esplicitamente richiesto nel bando. Alcuni di essi sono stati addirittura esclusi per aver presentato copia della tessera dell’Ordine dei giornalisti.

Numerose le segnalazioni giunte agli Uffici del Sindacato Giornalisti della Calabria ed al segretario generale aggiunto della Fnsi, Carlo Parisi, che, sulla manifestazione d’interesse voluta dalla Giunta del governatore Oliverio, aveva sollevato non poche perplessità fino alla richiesta di ritirare la stessa perché esente da criteri di trasparenza, professionalità e meritocrazia.
“Nella calza della befana di questa Calabria che, sotto molti aspetti, nonostante i proclami, rinuncia ad essere una regione normale, – afferma Carlo Parisi – è davvero triste dover constatare che Oliverio ha fatto quello che le peggiori amministrazioni non avevano mai osato fare. Promuovere una manifestazione d’interesse per illudere quasi duecento colleghi che qualcosa, finalmente, fosse cambiata, ma poi scegliere le stesse tre persone assunte, appena arrivato, per chiamata diretta”.

carlo parisi fnsi
Carlo Parisi (FNSI)

“Tanto valeva assumerle direttamente senza questa sceneggiata che – ripeto – va in direzione opposta a quel segnale di cambiamento vero che una regione come la Calabria avrebbe meritato, garantendo giustizia a quanti non ne possono più di selezioni discutibili e incarichi distribuiti a destra e a manca ad amici, amici degli amici o – come nel caso in questione – soggetti disponibili ad attuare «processi di pianificazione e di indirizzo politico determinati dagli Organi di Governo». Senza contare – ricorda Parisi – il capitolo relativo a «qualifiche e funzioni», lapalissianamente chiare a tutti tranne che alla Regione Calabria che pretende di affidare mansioni di lavoro subordinato con contratti di collaborazione coordinata e continuativa, ovvero autonoma, esponendo l’ente – ribadiamo – al fondatissimo rischio di notevoli esborsi derivanti dalla scontata azione ispettiva per la regolarizzazione delle posizioni contrattuali”.

Ma non è tutto. I giornalisti esclusi dalla graduatoria si sentono beffati anche dal fatto che, a poche ore dalla pubblicazione dell’elenco che riporta la data del 4 gennaio 2016, è comparso sul sito della Regione Calabria il decreto di nomina per tre giornalisti che vanno a comporre l’ufficio stampa della giunta regionale. Un decreto firmato dal governatore il 30 dicembre.
Un “giallo” che, come ha rilevato, ad esempio, il Corriere della Calabria, fa emergere come Oliverio abbia scelto i tre giornalisti cinque giorni prima della pubblicazione dell’elenco. Oppure, osserva sempre il Corriere della Calabria, “il gruppo di lavoro che ha effettuato la selezione è stato costituito il 16 dicembre, il risultato è arrivato il 28 e Oliverio ha effettuato le scelte il 30. Nel migliore dei casi le due comunicazioni – entrambe fornite dalla burocrazia regionale – non aiutano a fare chiarezza”.
Già, fatti, circostanze, “coincidenze”, irregolarità, fin troppo ovvie, previste e scontate. “Cambiare tutto per non cambiare niente”. Anzi, per cambiarlo in peggio, considerata l’esplosiva questione dei contratti di lavoro e il legittimo contenzioso già avviato da quanti, giustamente, si ritengono vittime dell‘ennesima, inaccettabile, beffa.

Francesco Cangemi per giornalistitalia.it

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