Giornalisti, la farsa della selezione in Calabria

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La Cittadella della Regione Calabria

CROTONE – Arrogante e prepotente. Forse illegittima e di certo non trasparente. Ancor meno che etica. La scelta del Presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, è stata compiuta. Una farsa durata un mese, lo scandalo poco giorni. Giusto il tempo di far passare le vacanze di Natale e nella calza della befana i suoi “fedelissimi” si sono ritrovati un dolce contratto a tempo determinato fino a fine mandato, 4 anni scarsi ancora.

In realtà, il decreto è stato firmato dal governatore lo scorso 30 dicembre. E qui, come rileva il Corriere della Calabria, la vicenda si tinge di giallo. Come riportato anche da wereporter.it, l’elenco dei nominativi è stato pubblicato ieri sul portale della regione ma – fa notare il quotidiano online – “porta la data del 4 dicembre 2016. Un banale errore materiale. È l’ipotesi più probabile. Ma se la rosa è stata pubblicata ieri, allora come ha fatto il governatore a scegliere i tre giornalisti il 30 dicembre, cioè cinque giorni prima? Questa la versione sulla tempistica offerta dal decreto firmato da Oliverio: il gruppo di lavoro che ha effettuato la selezione è stato costituito il 16 dicembre, il risultato è arrivato il 28 e Oliverio ha effettuato le scelte il 30. Nel migliore dei casi, le due comunicazioni – entrambe fornite dalla burocrazia regionale – non aiutano a fare chiarezza”.

Niente di personale contro i prescelti, dei quali non si mettono in dubbio competenze e capacità giornalistiche. Ma che Francesco Di Napoli e Maria De Vincenti fossero già al servizio del governatore ancora prima delle elezioni regionali, quando per 9 anni Oliverio ha guidato la Provincia di Cosenza, era cosa nota a tutti. Soprattutto ai tanti colleghi, compresa la sottoscritta, che hanno seguito la campagna elettorale del 2014.

Restano, dunque al proprio posto, insieme al fotocinereporter, Mario Tosti. Una conferma, appunto, non una scelta. Che aveva bisogno di una via ufficiale per essere compiuta. Ed ecco dunque la manifestazione di interesse del 3 dicembre scorso, l’elenco dei colleghi ammessi alla ‘selezione’ personale del presidente e la lunga lista dei ‘non ammissibili’.

Su 197 partecipanti, oltre un centinaio ha sbagliato a inviare la documentazione. Per molti mancava copia del documento di identità, che a detta degli esclusi, non era richiesta dal ‘bando’. Alcuni giornalisti stanno valutando un ricorso collettivo, altri si sono serenamente rassegnati. Per tutti gli altri non resta che la speranza (o l’illusione) che Oliverio decida di avvalersi degli altri 5 giornalisti previsti nell’organico dell’ufficio stampa della Giunta Regionale. Con buona pace delle leggi e delle definizioni che molto dettagliatamente spiegano compiti e differenze tra addetto stampa e portavoce.

Il resto del mondo, invece, può continuare a restare a guardare. In attesa delle veline con ‘preghiera di pubblicazione’.

Buon anno, Calabria. Buon anno, colleghi.

Francesca Caiazzo

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