Mascherine, vaccini e green pass: il mondo della musica si divide tra pro e contro

vaccino covid

foto da pixabay.com

No mask e pro mask, no vax e pro vax, no pass e pro pass: l’eterna lotta tra il bene e il male, tra i sostenitori della scienza e i detrattori della virologia colpisce anche il mondo della musica, dove la lista di ‘buoni e cattivi’ si riempie di video, immagini, canzoni e cori a sostegno di ogni personalissima tesi su come sia meglio difendersi dal coronavirus.

Tra i primi a contestare le misure di contrasto alla pandemia è arrivato Eric Clapton, chitarrista eccelso di gruppi come The Yardbirds, Cream, Blind Faith, Derek and the Dominos, cantautore di fama mondiale, leggenda vivente del rock. Dall’alto del trono dorato su cui risiede con merito fin dagli anni Sessanta, “Slowhand” ha dichiarato di aver avuto “un’esperienza disastrosa” con il vaccino AstraZeneca, e perciò di non volersi esibire in nessun luogo in cui è richiesta l’immunizzazione anti Covid. “Non suonerò mai su alcun palco alla presenza di una platea discriminata“.

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A fare da contrappeso sulla bilancia del rock ci ha pensato Paul McCartney, un altro ‘peso massimo’ in termini di mitologia musicale. Il baronetto ha pubblicato qualche giorno fa una foto dell’istante preciso in cui riceve il farmaco, postandola insieme ad un laconico “Be cool. Get vax’d”, che suona simile a “Siate fighi, vaccinatevi”. Migliaia le reazioni pubbliche dei fan di Macca, che si sono divertiti a citare i testi delle canzoni dei Beatles adattandole all’evento (“The minute you let her under your skin” o “She loves you Yeah Yeah Yeah” in riferimento all’infermiera), ma soprattutto hanno chiamato in causa il buon vecchio Clapton: “Paul, dovresti dare un colpo di telefono a Eric”, oppure “Mi sa che Eric non è molto d’accordo”, e via dicendo.

Mentre ai vertici dell’Olimpo della musica si consuma la sfida reale a colpi di Instagram, anche ai livelli inferiori del palazzo dorato del rock le cose non sembrano andare meglio. Il bar Honky Tonk di Nashville, di proprietà del cantante americano Kid Rock, è stato multato per non aver rispettato le norme anti Covid, mentre un altro scettico del virus, Ian Brown, ha rifiutato di esibirsi ad un festival inglese nel quale era richiesta la vaccinazione. Il leader degli Stone Roses è stato irremovibile, e ha usato ancora una volta il suo account Twitter per ribadire la sua posizione sulle restrizioni.

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Sfumature differenti per il batterista degli Offspring Pete Parada, che ha scelto di non vaccinarsi su consiglio medico perché affetto da sindrome di Guillain-Barré, una malattia autoimmune del sistema nervoso. La punk band californiana, però, ha deciso di allontanarlo temporaneamente per non correre il rischio di contagio durante il tour.

Il chitarrista dei Deftones Stephen Carpenter, già noto per le sue teorie terrapiattiste, avrebbe invece dichiarato che non è possibile essere contagiati da un’altra persona, bensì il Covid sarebbe generato dal corpo stesso, a causa di “tutti i veleni di cui non riesce a liberarsi”.

In Italia la situazione è simile. Da un lato ci sono i sostenitori della scienza, quelli che cantano negli hub vaccinali, pubblicano selfie con mascherina, spronano i fan a rispettare le regole. Dall’altro ci sono gli scettici, i contrari, i riottosi e i complottisti.

Cesare Cremonini, ad esempio, ha pubblicato sui suoi canali social il momento del suo arrivo all’hub vaccinale di Bologna, dove è stato accolto dal coro del personale sanitario che ha intonato la sua hit “La Stella di Broadway”, mentre lui riceveva la sua puntura con colonna sonora personalizzata.

Fiorella Mannoia, ad esempio, si è immunizzata ma con riserva: “Non mi sono vaccinata contenta ma l’ho fatto – ha scritto su Twitter la cantante romana -. Per etica, per permettere anche a chi non può farlo di vivere in tranquillità, mi sono vaccinata per senso civico, per il vivere comune, perché solo tutti insieme possiamo uscire da questo incubo”.

Il cantante Povia non soltanto non si fida del vaccino e non intende sottoporsi all’immunizzazione, ma realizza video, che pubblica sui propri canali social, per diffondere notizie sulla letalità dei sieri anti Covid.

Dello stesso avviso anche Miguel Bosé, cantante spagnolo naturalizzato italiano. Il figlio di Lucia Bosè, morta il 23 marzo 2020 a causa di una polmonite che Miguel si è affrettato a definire totalmente avulsa dal Covid, si dichiara “negazionista” e, aggiunge, “è una posizione che porto a testa alta”. In una lunga intervista a “El Paìs” ha infatti dichiarato che secondo lui il coronavirus fa parte di “un piano ideato che non si vuole conoscere”. (Agenzia DIRE)

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