In piazza contro l’Europa dei muri

Migranti in Ungheria

Migranti in Ungheria

ROMA – La società civile scende in piazza il prossimo sabato, 25 marzo, in occasione della riunione dei capi di stato europei per la firma dei trattati di Roma. Diverse manifestazioni sono prevista dalla mattina per protestare contro le disuguaglianze sociali, l’insicurezza e il modo in cui si sta trattando il fenomeno migratorio all’interno dell’Ue. Il primo corteo delle organizzazioni partirà alle 11 da piazza Vittorio e arriverà al Colosseo. La manifestazione denominata “Per la nostra Europa” ha l’obiettivo di richiamare l’attenzione sulle “disuguaglianze e l’ insicurezza sociale, diffuse a piene mani dall’austerità e da politiche ingiuste, alimentano culture e movimenti reazionari – scrivono gli organizzatori-. Si moltiplicano razzismi, nazionalismi regressivi, muri, frontiere e fili spinati. Incontriamoci a Roma dal 23 al 25 marzo, dimostriamo che l’europeismo radicale è forte abbastanza da fermare i mostri della storia europea che paiono tornare”.

Appello ai leader: “Ci vuole un progetto coraggioso, non servono muri”. All’iniziativa hanno già aderito molte associazioni e ong, come Arci, Acli, Auser, Lunaria, Baobab esperience, Aoi e Legambiente. Per l’occasione è stato anche lanciato un appello, tradotto in diverse lingue: “Un’altra Europa è necessaria, urgente e possibile e per costruirla dobbiamo agire. Denunciare le politiche che mettono a rischio la sua esistenza, esigere istituzioni democratiche sovranazionali effettivamente espressione di un mandato popolare e dotate di risorse adeguate, il rispetto dei diritti sanciti dalla Carta dei Diritti Fondamentali, difendere ciò che di buono si è costruito, proporre alternative, batterci per realizzarle, anche nel Mediterraneo e oltre i confini dell’Unione. Ci vuole un progetto di unità europea innovativo e coraggioso, per assicurare a tutti e tutte l’unico futuro vivibile, fondato su democrazia e libertà, diritti e uguaglianza, riconoscimento effettivo della dimensione di genere, giustizia sociale e climatica, dignità delle persone e del lavoro, solidarietà e accoglienza, pace e sostenibilità ambientale – si legge -. Dobbiamo essere in grado di trasformare il “prima gli italiani, gli inglesi i francesi”, in “prima noi tutte e tutti”, europei del nord e del sud, dell’est e dell’ovest, nativi e migranti, uomini e donne. Ripartiamo da qui, da Roma, uniti e solidali, per costruire quel campo che, oltre le nostre differenze, nel nostro continente e in tutto il mondo, sappia essere all’altezza della sfida che abbiamo di fronte”.

Sulle acque del Tevere per ricordare la strage dei migranti nel Mediterraneo. Nel pomeriggio di sabato, invece, si svolgerà una grande azione di protesta sulle acque del Tevere. L’appuntamento è alle 15,30 a ponte Sant’Angelo, l’obiettivo è “portare il Mediterraneo nel cuore di Roma”, lo slogan scelto “Not in my Europe”. “Le politiche migratorie dell’Europa sono fatte di muri, blocchi, accordi disumani con paesi di Africa, Asia e Medio Oriente. Condannano persone in fuga da guerre, persecuzioni e povertà a viaggi sempre più spesso mortali o le respingono verso la sofferenza che si sono lasciati alle spalle – scrivono gli organizzatori -. Lanciamo un messaggio forte ai leader europei che saranno riuniti per celebrare i 60 anni dei Trattati di Roma: il destino di migranti e rifugiati ci riguarda. La strage continua nel Mediterraneo deve finire, attraverso l’apertura immediata di canali di ingresso regolare e protetto. Mostriamo ai leader l’altra faccia dell’Europa, che vogliamo accogliente e solidale”. Tra le organizzazioni promotrici: Medici senza frontiere, Amnesty International, A Buon diritto, Arci, Asgi, Cild, Oxfam, Unicef e Save the children. Intanto già questa mattina in Campidoglio si è svolto il primo flash mob: gli attivisti di Baobab experience hanno organizzato un sit-in con lo slogan “Refugees welcome” e “Europe for all”. (Agenzia Redattore Sociale)

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