Gaza, la giovane artista Malak Mattar ricorda il sacrifico di Rachel Corrie

Rachel Corrie

Rachel Corrie

Tredici anni fa, veniva uccisa Rachel Corrie. L’attivista statunitense, membro dell’International Solidarity Movement si trovava a Rafah, nella Striscia di Gaza quel 16 marzo del 2003. Stava protestando per impedire che l’esercito israeliano demolisse alcune abitazioni di palestinesi, tra le quali quella di un medico. La ruspa non lasciò via di scampo né alle case né a lei. Ferita a morte durante quell’operazione, che per Israele serviva a portare alla luce ordigni esplosivi e a distruggere i tunnel dei contrabbandieri. Qualche mese dopo l’uccisione di Rachel, l’esercito israeliano individuò la responsabilità dell’accaduto nel comportamento “illegale, irresponsabile e pericoloso” dei dimostranti, scagionando l’operatore del mezzo.

Il quadro dedicato a Rachel Corrie
Il quadro dedicato a Rachel Corrie

Nel tredicesimo anniversario della sua morte, Malak Mattar, la giovane artista palestinese – che abbiamo intervistato tempo fa –  , ha voluto omaggiare la 23enne americana con un dipinto. Sperando che la foto del quadro pubblicata su Facebook possa raggiungere i genitori di Rachel, affinché sappiano che Gaza non ha dimenticato la loro figlia. Il suo messaggio è stato ospitato anche su wearenotnumbers.org, sito gestito da giovani palestinesi nell’ambito di un progetto dellEuro-Mediterranean Human Rights Watch.

“Avevo tre anni quando Rachel Corrie è stata uccisa” ha scritto Malak, che ha imparato a conoscere l’attivista “e tutte quelle persone che hanno sacrificato la loro vita per la Palestina, per la giustizia e per la libertà”, quando frequentava la seconda media nella scuola dell’UNRWA, l’Agenzia Onu per i Rifugiati Palestinesi.

Rachel Corrie – scrive ancora Malak – è come una colomba della pace. E ‘stata uccisa, ma lei vive nei nostri cuori. Gli abitanti di Gaza ricordano sempre le persone che hanno sacrificato la loro vita perché rappresentavano la nostra sofferenza. Così ho disegnato questo dipinto per l’anima di Rachel Corrie. Non la dimenticheremo mai”.

Francesca Caiazzo