Fertility day, ora Bologna frena sul “villaggio” ad hoc

BOLOGNA – Il Fertility day promosso dal ministero della Sanità imbarazza anche il Comune di Bologna. All’evento, infatti, Palazzo D’Accursio aveva deciso di collaborare attivamente tanto da firmare un’intesa per l’allestimento di un “Villaggio della fertilità” in piazza Nettuno. Peccato che in questi giorni sul Fertility day si sia abbattuta una tempesta di critiche, targate anche Pd ed alimentate in particolare dalla campagna di comunicazione nazionale scelta per l’iniziativa. Tanto che ora l’assessore alla Sanità, Luca Rizzo Nervo, mette in discussione tutto: “Chiediamo con forza che si possa ritornare ai presupposti che hanno motivato la nostra collaborazione istituzionale e ad una coerenza con un’impostazione che troviamo snaturata dalla campagna di comunicazione, che non condividiamo. Senza questi presupposti sarà per noi impossibile confermare la collaborazione”.

In una delibera approvata dalla Giunta nelle scorse settimane viene spiegato che, “nell’ambito delle politiche per la tutela della salute e delle famiglie”, il Comune “ha espresso interesse” per la “realizzazione delle iniziative di informazione ed educazione sulla fertilità nei confronti dei cittadini del proprio territorio, nonché dei vari operatori e soggetti professionali del settore”. Da qui la decisione di siglare un “accordo di collaborazione”, della durata di tre mesi, che prevede tavole rotonde, “Villaggio della fertilità” e la realizzazione di prodotti multimediali. L’accordo prevede anche un contributo ministeriale di 39.000 euro. Il Comune, di contro, ha esentato le attività in questione dal pagamento del suolo pubblico, poiché si rileva un “carattere di particolare interesse sociale sanitario- continua la delibera- nonché di promozione della salute per la città di Bologna”.

Ora, però, per Palazzo D’Accursio c’è più di una perplessità da superare. Il Comune “ha risposto ad una richiesta di supporto organizzativo e logistico- spiega Rizzo Nervo in una nota- arrivata dal ministero della Salute per la realizzazione di questo evento. I contenuti dell’iniziativa, come sempre avviene in casi del genere, sono a cura di chi propone, in questo caso dello stesso Ministero”. Il Fertility day “ci era stato presentato come un’occasione di informazione e comunicazione sulle malattie che possono incidere negativamente sulla fertilità”. Un’occasione “per aumentare la consapevolezza sull’importanza della prevenzione e della precocità di cura di queste malattie, un’occasione di informazione e comunicazione- continua l’assessore- sulla procreazione medicalmente assistita e su una migliore offerta sanitaria per le coppie con problemi di fertilità”. Tutte tematiche legate ad un “problema enorme, visto il conseguente invecchiamento della popolazione e che trova però un contrasto- scrive Rizzo Nervo- attraverso una medicina adeguata, al servizio della scelta genitoriale, e con politiche familiari, fiscali, di conciliazione fra la professione e il lavoro di cura, altrettanto adeguate”.

Ora, però, “ci siamo invece trovati di fronte ad una campagna comunicativa, uscita solo negli ultimi giorni ad accordo fatto, con una clessidra e con messaggi che sembrano colpevolizzare chi arriva ad avere figli in età più adulta. Questo non è accettabile- manda a dire Rizzo Nervo- e tradisce una riflessione che doveva avere al centro la salute delle donne e degli uomini, delle madri e dei padri. Non si può banalizzare con semplificazioni, non condivisibili e fuorvianti, la complessità e la bellezza di una scelta come la maternità e la paternità che chiede politiche e non cartoline”.(DIRE)

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