Carceri, meno stranieri detenuti

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ROMADiminuiscono gli stranieri detenuti nelle carceri italiane: negli ultimi cinque anni sono passati dai quasi 25 mila del 2010 ai 17 mila circa del 2015. È quanto mostrano i dati pubblicati dal ministero della Giustizia sul proprio sito internet aggiornati al 31 dicembre dello scorso anno. Il numero complessivo di detenuti stranieri nel 2015 è il più basso dal 2007 ad oggi: 17.340, contro i 17.462 detenuti stranieri del 2014 e i 18.252 del 2007. Tra il 2008 e il 2009, invece, il numero di detenuti stranieri è sempre stato superiore alle 21 mila unità, con punte di 24.954 del 2010. Un dato certamente in linea con una complessiva riduzione della popolazione carceraria che complessivamente, però, è ancora al di sopra della capienza regolamentare dichiarata dalla stessa Amministrazione penitenziaria. Al 31 dicembre i detenuti presenti negli istituti di pena sono 52.164, mentre la capienza è di 49.592 posti. 

Dai dati forniti dall’Amministrazione penitenziaria, emergono anche altri aspetti interessanti per quanto riguarda i detenuti stranieri. Secondo i dati, infatti, a diminuire sensibilmente sono i detenuti provenienti dall’Africa. Se nel 2010 erano 12.790, nel 2015 sono 7.849. Una riduzione già osservata nel corso del 2014 e confermata nel corso dello scorso anno. A diminuire (in alcuni casi anche della metà) sono i detenuti tunisini, moracchini, algerini e nigeriani. Diminuiscono da oltre 9 mila a 7,2 mila, invece, gli stranieri provenienti dal continente europeo. Stabile il numero dei detenuti asiatici (1.138 nel 2015) e americani (1.083 nel 2015). Dati che, complessivamente, rappresentano un “salto di qualità” rispetto al passato, ha affermato recentemente il ministro alla Giustizia, Andrea Orlando, che in una risposta al question time ha sottolineato come negli ultimi cinque anni sia raddoppiato il numero dei detenuti in esecuzione penale esterna e ci sia stata una consistente riduzione della popolazione carceraria. Tuttavia, secondo il ministro, c’è ancora “molto lavoro da fare”. (Redattore Sociale)

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