A Natale l’attività non stop di Telefono Amico

MILANO – È un uomo, è pensionato e vive da solo: è questo il profilo di chi chiama Telefono Amico Italia, organizzazione di volontariato che dal 1967 dà ascolto a chiunque provi angoscia, tristezza, sconforto, rabbia, disagio e senta il bisogno di condividere queste emozioni ma non ha nessuno vicino. Nel 2014 le chiamate arrivate al numero unico 199.284.284 sono state 45.808: di queste il 45% da persone che richiamano frequentemente per almeno sei mesi. “Natale e l’estate sono i periodi in cui riceviamo più telefonate”, sottolinea Dario Briccola, presidente di Telefono Amico. Ed è per questo che ogni anno dalla vigilia di Natale fino a dopo Santo Stefano i volontari si alternano al centralino giorno e notte (mentre di solito rispondono “solo” dalle 10 del mattino fino alle 24). La non stop natalizia di Telefono Amico inizierà dalle ore 10 del 24 dicembre fino alla mezzanotte del 27.

Il 60% delle chiamate ricevute sono di uomini, ma rispetto all’anno precedente sono aumentate quelle delle donne; il contesto relazionale, quando rilevato, indica che quasi la metà degli utenti vive da solo (49,3%); per la maggior parte hanno età compresa tra 36 e i 65 anni, con una leggera predominanza di utenti tra i 56 e 65 anni (23,8%). Si evidenzia poi una prevalenza di pensionati (46,5%), seguiti dai lavoratori dipendenti (26,3%), mentre la percentuale dei non occupati è del 12%.

In oltre 22mila telefonate l’argomento della conversazione ha riguardato “l’area del sé” come in gergo viene definita da Telefono Amico: ossia problemi di solitudine, esistenziali, di depressione. In alcuni casi (129 chiamate) si è parlato soprattutto di suicidio e quasi sempre l’interlocutore era una donna. Al Telefono Amico si sono rivolte anche persone che avevano problemi nelle relazioni familiari o di coppia (17,3%) o legate alla sfera della sessualità (13,2%). “Il bisogno di compagnia, che si traduce anche in bisogno di essere ascoltati, si fa sempre sentire -commenta Dario Briccola-: un ascolto che deve essere attento e partecipato per  permettere a chi è in difficoltà di aprirsi e raccontare la propria sofferenza. Telefono Amico si distingue per la sua capacità di ‘fare cultura dell’ascolto’ empatico e non giudicante e in questo modo di proporre un intervento di prima soglia come base per la prevenzione dei gesti estremi”. Per finanziare le attività di Telefono Amico, i volontari sono presenti in queste settimane in 20 punti vendita di Upim per impacchettare i regali. (Redattore Sociale)

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