A Controcorrente Prima Serata Oleksiy Arestovich: “Come finirà il 9 maggio? I russi perderanno”

«Noi abbiamo già vinto, dal punto di visto vista strategico abbiamo già vinto, dal punto di vista operativo dobbiamo ancora combattere, dobbiamo respingerli nel Donbass. E poi probabilmente prenderanno la difesa, perché hanno le ultime riserve che gli permettono di fare le battaglie su larga scala. Hanno 100.000 persone, ma non riescono a difendere a 700 km a Kherson. Questa battaglia sarà veramente difficile. Se riceveremo le armi dall’Occidente, li scacceremo sicuramente dal nostro territorio» sono le parole del consigliere del premier ucraino Volodymyr Zelensky, intervistato a “Controcorrente – Prima Serata” da Veronica Gentili, in onda su Retequattro.

A seguire le dichiarazioni rilasciate e link per rivedere l’intervista.

Veronica Gentili: «Sull’incrociatore russo Moskva, siete stati voi ucraini? È stata una vostra mossa vincente?»

Oleksiy Arestovich: «Sì, siamo stati noi».

Veronica Gentili: « E siete soddisfatti? Parte da qui la fragilità dell’esercito russo?»

Oleksiy Arestovich: «È un incrociatore  molto importante. Il precedente era affondato nel 1905, nella guerra con il Giappone. Era la nave più grande affondata dopo il 1945. È molto forte, più dei carri armati per cui affondare questo incrociatore ha cambiato anche il rapporto delle forze nel Mar Nero».

Veronica Gentili: «Ma lei non crede che sia stato questo a scatenare l’ira di Putin e a renderlo adesso così pronto e aggressivo nei confronti del Donbass?

Oleksiy Arestovich: «La domanda non è questa. Loro fanno un’operazione programmata nel Donbass, ma al momento non ha successo questa operazione. L’esercito russo non ha fatto miracoli neanche dopo quello che hanno imparato vicino a Kyiv. Noi vediamo presto una loro sconfitta, siamo vicini.».

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Veronica Gentili: «Le armi che stanno arrivando dall’occidente sono quelle che volevate? adesso vi bastano?»

Oleksiy Arestovich: «Dunque, noi siamo molto grati alla comunità internazionale e in particolare anche all’Italia che ci ha fornito le armi. Non è sufficiente però tutto quello che abbiamo ricevuto e le armi non arrivano nei tempi che vorremmo. Però siamo molto grati che la quantità aumenta ogni giorno. Noi aspettiamo ancora i carri armati, i mezzi corazzati e riusciremo a risolvere questo problema con la Russia, anche per 10 anni. Per il futuro la Russia con le sanzioni non potrà minacciare il mondo e dovrà cambiare politica e questa è garanzia di sicurezza in Europa».

 

Veronica Gentili: «Senta, però la Russia oggi dice per bocca del portavoce Peskov e anche della Zakarova, la portavoce del Ministro degli Esteri, che siete voi che in questo momento non volete trattare e che loro vi hanno anche mandato una bozza per sedervi al tavolo, che è l’Ucraina che non vuole. Sorride?»

Oleksiy Arestovich: «In realtà come sempre dicono bugie: loro hanno risposto alle nostre proposte scritte che gli abbiamo consegnato ad Istanbul. L’iniziativa viene sempre dalla parte ucraina. Loro rispondono per iscritto, il nostro speaker Podoliak e anche il capo della maggioranza parlamentare hanno invitato a Mariupol i russi per poter contrattare e poi, ovviamente, se ci sarà la volontà russa, far uscire i civili da Mariupol. Noi abbiamo questo approccio molto costruttivo».

 

Veronica Gentili: «Voglio farle un’ultima domanda su Mariupol. Sappiamo che oggi c’è stato l’ennesimo ultimatum ma il battaglione resiste. Secondo lei, usciranno prima o poi? Riusciranno a uscire vivi? Voi riuscite a rifornirli?»

Oleksiy Arestovich: «Noi facciamo tutto il possibile e anche l’impossibile sia dal punto di vista militare che politico per far sopravvivere i nostri difensori. C’è anche la difesa territoriale, c’è la fanteria, la marina, c’è la nostra polizia, tanti militari. Ci sono contrattacchi oggi: la nostra fanteria Azov hanno liberato 500 difensori che si erano trovati nell’assedio e che non avevano più armi. Per cui, vediamo che i nostri difensori sono in grado di fare queste operazioni complesse. Il problema principale di Mariupol sono quelle persone che voi vedete adesso sullo schermo: queste persone che si trovano nella città di Mariupol adesso sono minacciate da bombe di tre tonnellate di peso. Qui dobbiamo difenderli. Noi vogliamo ringraziare ancora l’Occidente, e anche l’Italia, che cerca di risolvere la questione e salvare le vite anche a Mariupol».

 

Veronica Gentili: «Io la ringrazio e rimaniamo che magari ci vediamo tra qualche settimana e vedremo che sarà successo. Prima del 9 maggio ovviamente, che è la data simbolica che noi sappiamo. Un’ultima cosa: secondo lei il 9 maggio come finirà? Putin vorrebbe portare una vittoria da esibire in patria.»

Oleksiy Arestovich: «Perderanno».

 

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