A 62 persone la metà della ricchezza mondiale

ROMAMetà della ricchezza mondiale nelle mani di 62 persone. Questo il risultato diun’indagine Oxfam, secondo cui dal 2010, i super ricchi del mondo hanno visto il proprio patrimonio crescere del 44%, e raggiungendo quindi quota 1.760 miliardi di dollari. Questa cifra rappresenta il totale posseduto da 3,5 miliardi di persone: la metà della popolazione mondiale, nonché la fetta più povera. Quest’ultima, inoltre, ha visto la propria quota di ricchezza ridursi di mille miliardi di dollari in soli cinque anni. Nel rapporto, la ong punta anche il dito contro la piaga dei paradisi fiscali, che sono di fondamentale importanza per le grandi multinazionali e per i singoli affaristi nell’alimentare le proprie fortune: 7.600 miliardi di dollari sono accumulati in questi ‘forzieri’ lontani. Denaro che viene estromesso quindi dai circuiti e dalle economie nazionali, e che fa perdere ai governi 190 miliardi di dollari in tasse ogni anno.

“L’elusione fiscale delle multinazionali ha un costo per i paesi in via di sviluppo stimato in 100 miliardi di dollari all’anno, ed ha un impatto importante anche nei paesi Ocse”come ha dichiarato Roberto Barbieri, direttore generale di Oxfam Italia. La ong con sede a Londra ricorda che la disuguaglianza economica estrema è cruciale nella lotta alla povertà a livello globale: dal 1990 al 2010, il numero di poveri assoluti è diminuito, ma paradossalmente si è registrata una contrazione nella crescita del reddito annuo della fetta più povera della popolazione: questo 10% ha visto il proprio reddito crescere meno di 3 dollari all’anno negli ultimi 24 anni, quindi “meno di un centesimo al giorno”, ammonisce Oxfam. A causa di questo trand così negativo, 200 milioni di persone tra il 1990 e il 2010 sarebbe potuto uscire dalla propria condizione di povertà estrema. E’ inaccettabile che metà della popolazione più povera del mondo possieda meno ricchezza rispetto a poche decine di persone” ha dichiarato Byanyima, direttrice di Oxfam International, così come riportato sul sito web dell’organizzazione. “Di fatto- ha proseguito- i leader mondiali non hanno ancora intrapreso alcuna azione concreta per contrastare una disuguaglianza crescente e ormai fuori controllo. A Davos – al Forum economico mondiale, ndr. – quest’anno, chiederemo con forza a governi e grandi corporation di porre fine all’era dei paradisi fiscali”. Come la direttrice ha spiegato, “i paradisi fiscali sono quei luoghi nei quali multinazionali ed élites economiche si rifugiano evitando di contribuire, con la giusta quota di tasse, al finanziamento di servizi pubblici gratuiti e di qualità a tutti i cittadini. Oggi 188 delle 201 piu’ grandi multinazionali sono presenti in almeno un paradiso fiscale, alimentando una disuguaglianza economica estrema che ostacola la lotta alla poverta’”, ha concluso. (DIRE)

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