Ucraina: da inizio guerra 35mila assistiti in più in Italia da Banco Alimentare

Sono oltre 35mila in più le persone che dallo scoppio della guerra in Ucraina ad oggi il Banco Alimentare assiste in tutta Italia attraverso le strutture caritative convenzionate.  In un solo mese di conflitto il Banco Alimentare registra un aumento considerevole di richieste di sostegno a causa dell’arrivo dei profughi dall’estero e delle conseguenze sociali ed economiche che la guerra sta iniziando a provocare anche nel nostro Paese.

“Nella sola Lombardia – sottolinea Giovanni Bruno, presidente della Fondazione Banco Alimentare Onlus – sono 200 le strutture caritative che dichiarano incrementi di assistiti, al momento temporanei, causati dall’arrivo di profughi. Il loro numero è destinato a crescere nel tempo e riguarderà non solo le regioni del Nord ma anche quelle del Centro e del Sud Italia, come già stiamo riscontrando in questi giorni. Noi saremo come sempre al loro fianco non solo nell’immediato ma, consapevoli che la situazione non potrà migliorare nel breve, soprattutto nel medio/lungo periodo, quando, speriamo presto, la guerra finirà ma non verranno meno le sue conseguenze nel tempo anche nel nostro Paese”.  

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Il Banco Alimentare aveva già registrato nel 2021 un incremento degli assistiti del 7% rispetto al 2020: le persone in difficoltà che hanno ricevuto sostegno dalle strutture e dagli enti caritativi convenzionati con il Banco erano già passate da 1.558.419 a 1.669.306, 110.887 in più. Con lo scoppio del conflitto in Ucraina, da fine febbraio a fine marzo 2022, è stato registrato un incremento del 2% di assistiti in un mese.

Secondo le ultime rilevazioni del Governo sono oltre 70mila i profughi arrivati nel nostro Paese a causa della guerra. Anche la situazione italiana, oltre a quella internazionale, si presenta quindi critica nei prossimi mesi. Nonostante la forte ripresa registrata dall’Istat nel 2021, l’aumento dei prezzi (+1,9%) non ha consentito lo scorso anno un calo dell’incidenza della povertà assoluta che è rimasta allo stesso livello del 2020 cioè 5,6 milioni di individui, pari al 9,4% del totale: senza la crescita dei prezzi Istat calcola che tale percentuale sarebbe stata inferiore dello 0,6%. Ora gli aumenti dei prezzi proiettano un’inflazione del 5,7% per l’anno in corso.  

“I dati Istat confermano quanto più volte abbiamo affermato lo scorso anno – aggiunge Bruno – e cioè che sicuramente la ripresa c’era, ma che non era per tutti e che l’aumento dei prezzi che già si registrava lo scorso anno avrebbe reso più poveri soprattutto coloro che già erano fragili. Se un’inflazione dell’1,9% ha causato un incremento delle persone in povertà assoluta dello 0,6%, ci chiediamo quale incremento dobbiamo attenderci nel 2022, con un tasso di inflazione previsto al momento del 5,7% cioè il triplo del 2021. Come sempre noi di Banco Alimentare mettiamo tutto il nostro impegno per cercare di far fronte alla situazione che si sta creando di incremento delle persone in forte difficoltà, in stretta collaborazione con le istituzioni, i sostenitori e i partner che sempre ci supportano”.  

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