StartSupper: torna l’hackathon della forchetta

Hai un’idea e vuoi dei consigli? Invita investitori, esperti di finanza e di marketing, designer e imprenditori a cena e raccontagli cosa hai in mente. Questo è in sintesi StartSupper, il laboratorio ideato da Antonio Prigiobbo con NAStartUp per favorire la nascita di progetti d’innovazione.

Giunto al suo quarto appuntamento si innova la formula e lo StartSupper diventa e sviluppa un seed culturale.  L’evento è stato ospitato da Mundi, il cocktail bar che ha la mission di essere inclusivo e multietnico, project stretching del ristorante Fiorenzano sul Lungomare di Napoli.  I proponenti Giuseppe Mango e Amed (Key) Aden hanno avviato una partnership con NAStartUp per creare eventi tematici e aiutare chi vuole avviare nuove imprese e business a incontrarsi, scambiarsi esperienze e a far nascere nuove opportunità imprenditoriali.

Un Business Bar?

Il format StartSupper  si sviluppa in tre momenti. Il primo è uno spazio dedicato ai proponenti che raccontano l’embrione della loro idea agli altri commensali seduti a tavola. Giuseppe e Amed hanno spiegato di voler offrire alla loro community numerosa “un evento di intrattenimento dove poter coniugare la leggerezza di una serata tra amici alla volontà di unire competenze diverse per creare nuove opportunità di business sul territorio”.

Il secondo spazio è invece dedicato agli esperti di NAStartUp (tra i quali investitori, imprenditori, esperti di marketing, developer, designer e startupper) che hanno contribuito a turno a dare  un loro feedback.

C’è chi come Brigida Ardolino, commercialista e advisor di NAStartUp, ha suggerito ai proponenti di creare una sorta di “business game”  con dei premi in palio per creare coinvolgimento e aiutare gli ospiti del locale a “rompere il ghiaccio”. C’è chi come Ugo Chirico, Ceo di Cyberneid,  ha lanciato l’idea di fare uno “speed dating” per accomunare creativi e startupper con idee affini. Mentre Guglielmo Bottone, startupper ed esperto di design marketing, ha invitato i proponenti ad analizzare i profili della community e a segmentarli per sviluppare al massimo il potenziale del progetto. C’è chi invece, come Luigi Nardullo, consulente finanziario, ha suggerito di realizzare un format dal nome “Startup Bar”, dando la possibilità a chi ha un’idea di fare un pitch in una “piazza” selezionata di potenziali investitori o imprenditori potenzialmente interessati alla sua idea.

Andrea Cammarota, imprenditore nella sartoria,  invece, ha evidenziato la possibilità di usare la community numerosa e responsive di Mundi per validare le idee innovative che nascono agli eventi, comportandosi come degli early adopter, come avviene sulle piattaforme di crowdfunding.  Mentre Mario Avallone, imprenditore della ristorazione, ha sottolineato la necessità di creare un format leggero, senza appesantirlo, in un momento in cui le offerte di intrattenimento sono numerose e “per distinguersi bisogna trovare un equilibrio tra leggerezza e serietà”. Infine Giusva Cennamo, fotografo di eventi (ma non solo) ha proposto un “StandUp Meeting” per progetti che vogliono crescere, localizzarsi o anche ambiscono ad aggregare nuovi talenti.

La sintesi finale e le basi per un’idea

Dopo una sintesi realizzata per aiutare i proponenti a sintetizzare tutti gli spunti che sono arrivati dagli esperti coinvolti da NAStartUp, il laboratorio prevede una terza fase con l’organizzazione di incontri successivi per discutere nei dettagli delle idee ritenute più valide dai proponenti:

“StartSupper racchiude lo spirito di NAStartUp che già dal primo evento, otto anni fa, ha voluto unire la convivialità e la leggerezza con la volontà di creare dei luoghi dove aggregare talenti e competenze”, conclude Antonio Prigiobbo.

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