Si può prendere il sole dopo i ritocchi estetici? Come proteggere le cicatrici

foto di pixabay.com

L’arrivo dell’estate scatena la corsa ai ‘ritocchini’. C’è chi opta per un decolleté più prorompente, chi per un lato B più sodo, e chi ne approfitta per addominali più scolpiti da sfoggiare sulla spiaggia. Ma la domanda sorge spontanea: si può prendere il sole dopo un intervento chirurgico? Lividi e cicatrici possono essere esposti ai raggi solari?

“La stagione estiva è uno dei periodi più gettonati per sottoporsi alla chirurgia estetica grazie al maggior tempo a disposizione per affrontare una convalescenza serena- spiega il professore Daniele Spirito, specialista in Chirurgia plastica a Roma e Como e docente presso la Scuola di specializzazione in Chirurgia Plastica dell’Università di Milano- ma non si devono dimenticare gli effetti del sole sulla pelle. Il sole fa bene alle ossa, alle articolazioni, al metabolismo e alla cute ma, con il filtro naturale dell’atmosfera cambiato, i raggi sono più violenti, e spesso il desiderio di un’abbronzatura rapida e completa porta ad esporsi nelle ore sbagliate e senza adottare gli opportuni accorgimenti. Nel caso in cui, però, si è sottoposti ad un intervento di chirurgia plastica, l’attenzione deve essere molto alta“.

TINTARELLA E CHIRURGIA PLASTICA

Le cicatrici sono differenti per lunghezza, forma, colore, spessore e posizione a seconda dell’intervento- osserva l’esperto- Quelle più piccole e nascoste sono più facili da proteggere a differenza di quelle più grandi e visibili. Per questo, con l’arrivo dell’estate, alcuni ‘ritocchi’ sono più consigliati di altri, che invece andrebbero rinviati all’autunno. In ogni caso valgono alcune considerazioni generali: se la cicatrice è molto recente e ancora rossa il sole la renderà ancora più rossa allungando il periodo di stabilizzazione biologica, quando cioè esiterà in cicatrice bianca e filiforme. Inoltre bisogna evitare in assoluto il sole sulle ecchimosi, ovvero sui lividi: il sole può macchiare la cute in maniera indelebile fissando il pigmento dei globuli rossi nel tessuto, come un vero e proprio tatuaggio”.

COME PROTEGGERE LE CICATRICI

Come proteggere allora le diverse cicatrici dal sole se decidiamo di andare al mare?

– Minilifting composito: “Si tratta di una procedura innovativa di lifting facciale mininvasiva, che garantisce un ringiovanimento del viso perfino di dieci anni. Le zone interessate sono collo, guancia e zigomo. Si effettua una sola piccola incisione davanti al padiglione auricolare e si procede a uno scollamento di 5-6 cm del sottocute. Da qui si fa ingresso nei piani profondi, e si riposizionano i tessuti verso l’alto. La cicatrice è piccola, quasi invisibile. Il recupero è velocissimo e non ci sono lividi, il che permette di programmare l’esecuzione perfino in piena estate”.

– Liposuzione: “Le cicatrici risultanti da questo intervento sono molto piccole, tra i 2 e i 3 millimetri. Restano nascoste tra le pieghe della pelle, dunque la loro esposizione è relativa e non vi sono problemi se ci si protegge con crema solare 50+ e si prende il sole nelle ore consigliate, prima delle 11 e dopo le 15. Il problema è che lo pseudo traumatismo esteso su tutta l’area causa comunque, inevitabilmente, una sorta di edema (gonfiore) che con il sole rallenta nel suo assorbimento. I risultati definitivi hanno un ritardo nel manifestarsi”.

– Rinoplastica: “L’intervento di chirurgia plastica al naso comporta piccole cicatrici che restano all’interno delle narici, risultando così invisibili e protette dal sole. Ma il tessuto di cicatrizzazione interno al naso, stimolato dal forte caldo, potrebbe causare una vasodilatazione, un edema maggiore che allunga, anche in questo caso, il periodo di guarigione”.

– Mastoplastica additiva: “In questo caso le cicatrici sfruttano le pieghe della pelle. La zona inoltre, essendo coperta dal costume, non crea problemi“.

– Addominoplastica: “Le cicatrici dell’addominoplastica sono, invece, più lunghe ed evidenti e anche più esposte. Per questo è consigliabile eseguire l’intervento a distanza di qualche mese dall’esposizione al sole”. (Agenzia DIRE)

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