Ministero cerca giornalista a titolo gratuito

Angelino Alfano

Angelino Alfano

Lavorare gratis. Per un anno. Al ministero dell’Interno. Non è una barzelletta, né una di quelle divertenti bufale che si scovano su internet. Il dicastero guidato da Alfano cerca un giornalista, preferibilmente laureato, con master e una consolidata esperienza. Nessun compenso previsto per l’attività del professionista. E’ tutto scritto nero su bianco sul bando pubblicato online. E pensare che il presidente del Consiglio, Renzi, nella conferenza di fine anno aveva affermato che non esistevano giornalisti sfruttati né schiavizzati. Per chi fosse interessato a fare il volontario (perché se non si riceve un compenso per le attività professionali svolte questo si è) a servizio di Alfano, il bando scade il 18 marzo.

Noi siamo senza parole. A Roma, sono senza vergogna.

Di seguito il comunicato dell’FNSI che chiede l’immediato ritiro del bando.

“È inaccettabile, oltre che offensivo, che il ministero dell’Interno proceda ad una selezione pubblica per reclutare un giornalista professionista specificando che l’incarico è a titolo gratuito». È quanto affermano il segretario generale, Raffaele Lorusso, il presidente, Giuseppe Giulietti, e il presidente della Commissione lavoro autonomo della Fnsi, Mattia Motta. «Quel bando va immediatamente ritirato – rilevano i tre – . È inconcepibile pretendere una “complessa attività professionale” ad “alto contenuto specialistico”, da affidare ad un giornalista professionista con certificata esperienza pluriennale, ma a titolo gratuito. Senza contare l’assurdità di definire “occasionale” un incarico della durata di un anno e l’inammissibile esclusione dalla selezione degli iscritti nell’elenco dei giornalisti pubblicisti, in chiara violazione della legge n. 150/2000. L’attività giornalistica, al pari di tutte le altre attività professionali, non può mai essere a titolo gratuito. Il bando pubblicato dal ministero dell’Interno offende il decoro della professione giornalistica e la dignità di migliaia di giornalisti che aspirano ad una occupazione stabile e ad una retribuzione adeguata. Per queste ragioni è auspicabile che venga immediatamente ritirato».

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