Milano, una casa rifugio per giovani omosessuali cacciati dai genitori

MILANO – Riqualificazione di 12 quartieri, apertura di una casa rifugio per ragazzi e ragazze gay cacciati dalle loro famiglie, nascita della “Fondazione del durante e dopo di noi” per i genitori con figli disabili. Sono alcuni dei progetti, più strettamente sociali, presentati oggi dalla Giunta di Beppe Sala e indicati come prioritari nei prossimi anni. Progetti illustrati durante l’evento “Fare Milano”, con un sindaco che, dopo aver sottolineato le tante ricchezze della città, ha sottolineato come “il nostro obiettivo è quello di aiutare la Milano che soffre”. “Al Governo nascente dico che Milano pretende una cosa semplice – ha aggiunto il Sindaco -: un rapporto assolutamente paritario, siamo disponibili a caricarci il peso dei problemi, ma Milano va ascoltata con molta attenzione perché siamo candidati a sperimentare le innovazioni. La gente esprime voglia di cambiamento”.

Il grande progetto di riqualificazione dei quartieri prevede un investimento di 356 milioni di euro, che serviranno per la ristrutturazione delle case popolari, la cura dell’arredo urbano e altri interventi specifici. Riguarderà questi quartieri: Niguarda e Bovisa, Qt8 e Gallaratese, Adriano, Via Padova e Rizzoli, Corvetto, Chiaravalle e Porto di Mare, Giambellino e Lorenteggio. Sono poi previsti altri 16 interventi “software”, legati a piccoli interventi di riqualificazione per un totale di 60 milioni di euro.

L’assessore alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino, ha annunciato l’apertura, nei prossimi mesi, di una casa rifugio per giovani omosessuali cacciati dai loro genitori. E nel 2017, nascerà la Fondazione per il durante e dopo di noi, dedicata a garantire ai giovani disabili un futuro anche dopo la morte dei genitori. “È fondamentale il lavoro di squadra – ha sottolineato l’assessore -. Dobbiamo ragionare sempre più in un’ottica di rete di interventi pubblici e privati: il welfare o è relazione tra pubblico e privato o non è”.

A Milano sono, inoltre, 457 i luoghi di “presidio sociale”, tra cui 161 beni confiscati, 30 luoghi di accoglienza per la grave emarginazione e 107 per la socialità contro la solitudine. “Il nostro obiettivo è arrivare in questo inverno ad offrire, in collaborazione con il terzo settore, 6.300 posti letto per profughi e senza dimora“. Per il 2017, nelle casse di Palazzo Marino ci saranno 35 milioni di euro contro la povertà: il 75% sono risorse comunali e il resto fondi governativi. Infine, un invito rivolto alla Regione Lombardia: “Il campo base di Expo (in cui sono state ospitati le maestranze che hanno costruito i padiglioni e ora vuoto dopo il veto della regione ad accogliere i profughi, ndr) può diventare un grande villaggio solidale per i milanesi in difficoltà”, ha concluso l’assessore Majorino. (Agenzia redattore Sociale)

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