Messina capitale dell’antimafia per un giorno

foto di Antonella Marazziti, direttore responsabile di wesud.it

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MESSINA – Più di 30 mila persone provenienti da tutta la Sicilia, questa mattina a piazza Duomo, a Messina – diventata capitale dell’antimafia per un giorno – hanno abbracciato simbolicamente i familiari delle vittime in occasione della XXI Giornata della memoria promossa da Libera e Avviso Pubblico in collaborazione con la Rai e con il patrocinio del comune di Messina e sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica.

Tra i partecipanti, sono arrivati da Palermo gli studenti di 16 scuole. La manifestazione ha preso il via con un corteo che da piazza Filippo Juvara si è poi fermato a piazza Duomo. Dal palco so

Presenti alla manifestazione oltre a don Luigi Ciotti e alle massime autorità locali, 500 familiari di vittime della mafia e parecchie scuole dell’isola. Era pure presente al fianco dei familiari la presidente della commissione antimafia Rosy Bindi. La manifestazione si è svolta in contemporanea in altri mille luoghi italiani ed europei (scuole, associazioni, università, fabbriche, parrocchie, carceri) con una partecipazione complessiva di 350 mila persone e 1400 familiari di vittime della mafia. In particolare, le città che hanno partecipato sono state Napoli, Torino, Reggio Emilia, Perugia, Imperia, Milano, Roma, Losanna, Parigi e Bruxelles.

Pensiamo che, il nostro Paese abbia bisogno di ponti che allarghino le coscienze e veicolino le speranze – ha sottolineato don Ciotti -, non di certe ‘grandi opere’ ma dell’opera quotidiana di cittadini responsabili, capaci di tradurre la domanda di cambiamento in forza di cambiamento. Ci avete chiesto in questi anni di dire no all’inganno della memoria di circostanza – ha continuato nel suo discorso don Ciotti -. Una memoria che si impegna a realizzare gli ideali per i quali quelle vittime sono vissute. Sono tutti morti per la democrazia, per il bene del nostro Paese, per la libertà. Migliaia di ragazzi sono qua per dimostrare da che parte si sta con bandiere sincere che facciamo sventolare per portare il nostro contributo. Abbiamo bisogno di una società che ci riconosce uguali. Tocca a noi stimolare il desiderio che nasce dalla crescita culturale. Non sono libere le persone vittime della povertà, dell’insicurezza. Non è libero chi è costretto al lavoro nero, chi vive schiacciato dalla paura, dalle guerre, chi non si vede riconosciuto nella propria dignità. L’inclusione sta alla base della democrazia e allora sì che le mafie sono forti e sono in grado di adattarsi e trasformarsi. Le mafie sono i parassiti di un sistema che distrugge la nostra società, sono un corpo che noi stessi alimentiamo quando non denunciamo un sistema in cui si costringono le persone a vivere nella soglia di povertà, quando si respingono migliaia di migranti. Abbiate il coraggio di dire la verità, costi quel che costi. Abbiamo scelto Messina per stare vicino a chi – in Sicilia, come in altre regioni – non si rassegna alla violenza mafiosa, alla corruzione e agli abusi di potere”.

Anche Milano ha ricordato le vittime delle mafie. Leggi l’articolo

In alcuni passaggi del suo discorso il presidente di Libera a proposito dell’approvazione in Senato della giornata della memoria ha detto “che è un fatto positivo ma nelle nostre coscienze resterà delle vittime la parola ‘innocenti’ che non è stata inserita“. In altri punti del suo discorso si è soffermato, invece, sull’importanza delle scuole delle periferie che possono diventare contenitori “per costruire saperi e competenze”. Poi anche molto forti sono state le sue posizioni nette contro le trivellazioni del mare a proposito del prossimo referendum e per quanto riguarda il grosso tema dell’immigrazione contro accordo Unione Europea e Turchia.

foto di Antonella Marazziti, direttore responsabile di wesud.it
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“Per noi messinesi ospitare un’iniziativa così importante è motivo di orgoglio e soddisfazione. Esprimo la massima  condivisione con l’impegno di don Ciotti e senso di gratitudine per la scelta della città che rappresento – ha detto il sindaco di Messina Renato Accorinti in occasione della visita di don Luigi Ciotti avvenuta alcuni giorni prima della manifestazione – presso l’aula consiliare del comune di Messina -. La giornata del 21 marzo deve essere l’inizio di un percorso diverso se ognuno di noi fa la sua parte, prendendo spunto ed esempio dalla vita di chi agisce con onestà e senza soprusi. Invito tutti noi, che fondiamo le azioni sulla legalità e sulla trasparenza, a non fare mai un passo indietro ma cento in avanti. Rivolgo un pensiero ai cittadini per aumentare la loro presa di coscienza e la partecipazione alla lotta alla mafia con azioni concrete tutti i giorni e in ogni angolo di strada, evitando silenzi di complicità ed omissioni. Le istituzioni dello Stato facciano la loro parte, supportando coloro che contrastano la criminalità organizzata, attuando riforme ormai indifferibili, e la scuola, quale palestra di vita, dia un contributo concreto attraverso la crescita delle giovani generazioni all’insegna dei valori della legalità e della trasparenza”.

Nel pomeriggio di oggi si svolgeranno diversi seminari tematici su alcuni temi specifici: dalla corruzione ai Cosa Nostra, dall’intreccio mafia e politica alle ecomafie, dall’educazione ai beni confiscati, dall’informazione all’etica delle professioni. Agli incontri, tra gli altri, parteciperanno Renato Accorinti, sindaco di Messina, Roberto Monta`, presidente di Avviso Pubblico, Pasquale Amato, sindaco di Palma di Montechiaro e Michele Tripodi, Sindaco di Polistena, Giuseppe de Lorenzo, sindacalista Flai/CGIL Michele Albanese, giornalista. Il programma completo degli incontri è fruibile sul sito nazionale di Libera contro le mafie.

Sono stati letti gli oltre 900 nomi di vittime delle mafie: semplici cittadini, magistrati, giornalisti, appartenenti alle forze dell’ordine, sacerdoti, imprenditori, sindacalisti, esponenti politici e amministratori locali morti per mano delle mafie solo perché, con rigore e coerenza, hanno compiuto il loro dovere. Nel campanile del duomo è stata apposta la frase “Sì al Vangelo no alla mafia“. (Agenzia Redattore Sociale)

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