Maryland: la flotta fantasma di Mallows Bay

Mallows Bay nella foto di Andrew Propp

MARYLAND – Lungo il fiume Potomac, sul lato del Maryland sorge una baia conosciuta come Mallows Bay. Lo scenario sarebbe quello classico che costeggia tutto il fiume: forme e colori che trasmettono pace e tranquillità. Ma a rendere diverso questo luogo dal resto del paesaggio che si incontra navigando il percorso fluviale è qualcosa che c’è nell’acqua. Si tratta di quella che in tanti hanno ribattezzato la flotta fantasma e che qualcuno ha definito il più grande cimitero di navi del Nord America.

Ma andiamo per ordine. Secondo la ricostruzione di Trust of Pubblic Land, dobbiamo ritornare agli ultimi anni della prima guerra mondiale, quando gli alleati si trovarono a corto di potenza marittima: la flotta dei sottomarini tedeschi aveva infatti subito perdite pesanti, così gli americani, pianificarono di costruire centinaia di navi a vapore in legno. Ma la guerra finì prima del previsto, lasciando i funzionari con un enorme problema: cosa fare di questa armata navale inutilizzata e ora anche indesiderata? Ancorata a Widewater, in Virginia, la flotta che era stata costruita così frettolosamente, rappresentava ora un serio pericolo per il traffico marittimo creando problemi alle attività dei pescatori. Si decise così di spostare tutte le navi in un luogo più appartato del fiume: a Mallows Bay.

Le diverse imprese che si succedettero alla proprietà delle navi e della stessa Mallows Bay tentarono in tutti i modi di sbarazzarsi di questo fardello: affondando le imbarcazioni o dandogli fuoco. Nessuna però riuscì a portare a termine il lavoro così i resti della flotta rimasero abbandonati nella baia, fino ad allora incontaminata.

Di fatto, la flotta fantasma, è ormai parte del paesaggio. Di seri piani di bonifica della zona non ci sarebbe mai stata traccia anche perché secondo le autorità, la rimozione delle navi potrebbe causare più danni che benefici.

Quei relitti rappresentano ormai parte della storia americana e sono divenuti un richiamo per il turismo locale, ancor più se si tiene conto che nel 2002 la Trust for Pubblic Land ha dichiarato Mallows Bay area protetta e giusto nell’ottobre scorso il sito è stato nominato per lo status di National Marine Sanctuary.

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