“Il mondo si è dimenticato del Nepal”

Foto: Associazione Namaskar

FIRENZE – “Abbiamo visto bambini vestiti di stracci ospitati in campi profughi fatiscenti, vivono in condizioni di estrema precarietà, senza acqua corrente, senza elettricità e senza servizi igienici. Centinaia di persone ammassate tra tende e lamiere. Strutture che ricordano i campi profughi ai confini dell’Europa, con una sola differenza: qui non ci sono telecamere e giornalisti, non ci sono volontari e non ci sono organizzazioni umanitarie. E’ un’intera fetta di popolazione che, a distanza di un anno dal terremoto, è ancora condannata a vivere in condizioni terribili, il mondo sembra essersi già dimenticato del loro dramma”.

Con queste parole, l’associazione toscana Namaskar Onlus ha raccontato il viaggio in Nepal a un anno di distanza dal terremoto. L’associazione, che opera nel campo delle adozioni a distanza e nel sostegno all’infanzia dei bambini nepalesi, ha viaggiato nel Paese asiatico nei giorni compresi fra il 3 e l’8 aprile per monitorare i propri progetti e per tentare di svilupparne altri. Il viaggio, compiuto dal presidente Francesco Romei e dal vicepresidente Roberto Celli, ha toccato alcuni dei luoghi più martoriati del Paese, dove sono ancora visibili i segni del terremoto del 2015.

In questo viaggio, l’associazione Namaskar ha consegnato kit di potabilizzazione per le scuole locali, oltre a zaini e materiali didattici ai piccoli studenti, che sono costretti a fare lezione in strutture provvisorie e fatiscenti a causa del terremoto, che ha danneggiato gravemente gli edifici scolastici. Tra i progetti in cantiere dell’associazione, c’è quello di realizzare un impianto di pompaggio per permettere l’approvvigionamento idrico a un villaggio a 40 chilometri dal Tibet.

Il viaggio si è concluso al Prayas Nepal, organizzazione non governativa sostenuta da Namaskar, nata con l’obiettivo di difendere i diritti di donne, bambini ed anziani con particolare attenzione ai più indigenti tra loro. Prayas Nepal gestisce anche un orfanotrofio che al momento ospita una quarantina di bambini dai 4 ai 18 anni, ed è soprattutto a questo istituto che si concentrano gli aiuti di Namaskar Onlus. (Agenzia Redattore Sociale)

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