Corridoio umanitario delle associazioni, in arrivo altri 90 profughi

Yasmine e Falak

Yasmine e Falak. Foto: www.santegidio.org

ROMA – Dopo l’arrivo di Yasmine e sua figlia Falak. le prime persone ad arrivare dal Libano in Italia con i corridoi umanitari delle associazioni, arriveranno a Roma Fiumicino da Beirut (Libano) un gruppo di circa 90 profughi siriani e iracheni, che avevano avviato le procedure di richiesta di visto per “protezione umanitaria” presso la sede consolare libanese. E’ questo infatti il “dispositivo” legale che consente l’apertura del “corridoio”, grazie all’accordo firmato il 15 dicembre scorso da Comunità di Sant’Egidio, Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia e Tavola Valdese con i Ministeri degli Esteri e dell’Interno.

Oltre che dal Libano, il protocollo prevede l’apertura di corridoi umanitari dal Marocco e dall’Etiopia, per un totale di 1000 casi, come spiegano i promotori dell ‘iniziativa: “Una goccia nell’oceano, si potrebbe osservare, ma che al momento costituisce l’unico canale migratorio alternativo a quello criminale e omicida degli scafisti”. Non una  soluzione ma una sfida. “Una ‘buona pratica’ che suggerisce un approccio radicalmente diverso da quello attuale. Questa iniziativa infatti – ed è il primo aspetto che la caratterizza – sposta l’accento dalle strategie attualmente privilegiate di sicurezza e di blocco dei flussi, a quelle umanitarie e di accoglienza programmata. Inoltre – secondo aspetto non trascurabile data la sensibilità dell’opinione pubblica al tema – consente l’arrivo in Italia di persone perfettamente identificate e quindi nel massimo rispetto delle norme di sicurezza. La polemica sui “clandestini” perde così ogni consistenza. I corridoi umanitari – terza considerazione – hanno come fondamento giuridico una norma esistente che però in Europa non è mai stata applicata. L’unico precedente, ma con un differente dispositivo di legge, risale ai primi anni ’90, al tempo delle massicce ondate migratorie dall’Albania seguite al crollo del regime di Enver Hoxha”. (Agenzia Redattore Sociale)

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