Caro energia, U.Di.Con: “Calo costi una luce in fondo al tunnel ma non è abbastanza”

foto da pixabay.com

“La riduzione del 10% del costo del gas e del 10,2% dell’elettricità nel secondo trimestre di quest’anno, annunciato ieri da ARERA, è una buona notizia ma solo in parte. Perché rappresenta il primo calo reale da 18 mesi e perché i dati sull’andamento dei prezzi ci confermano il contesto di grande incertezza a cui andiamo incontro, con una volatilità sui mercati energetici che non si era mai registrata prima. Così in una nota il Presidente dell’U.Di.Con. Denis Nesci, commentando l’aggiornamento tariffario disposto dall’Autorità.

“Non si può pensare di tirare un sospiro di sollievo profondo perché il conto da pagare per gli italiani resta salatissimo. Basti pensare che, da luglio 2021 a giugno 2022, le famiglie spenderanno circa 950 euro per l’elettricità e quasi 1500 euro per il gas, con aumenti che ballano tra il 70 e l’80 per cento” – afferma Nesci.

“C’è poco da rallegrarsi, quella di ARERA è sicuramente un’iniziativa che permette di compensare temporaneamente i costi di commercializzazione del prodotto applicata ad una determinata fascia di consumi, ma qui nel breve periodo rischiamo aumenti su tutti gli altri settori a causa degli effetti del caro energia. Inoltre i dati diffusi da ARTE ci dicono che un utente su sei fatica ad onorare il proprio contratto di fornitura e che i numeri continuano inesorabilmente a crescere, soprattutto nelle aree più povere del paese – prosegue Nesci.

“Per le bollette energetiche, il consumatore non riesce ad avere una percezione immediata dell’aumento di prezzi cosi come avviene con la pompa di benzina. Solo le Associazioni dei consumatori stanno informando correttamente le famiglie sullo stato delle cose. Bisogna cambiare al più presto le regole di formazione del prezzo con interventi strutturali perché i provvedimenti tampone non risolvono il problema. La crisi che ha sconvolto i mercati dell’energia negli ultimi 12 mesi non ha paragoni con il passato: quando i prezzi torneranno a schizzare in avanti ed emergerà la carenza di capacità, le cose si complicheranno nuovamente e si subiranno tutte le ripercussioni dell’instabilità. Per questo il calo delle bollette è una luce in fondo al tunnel che ci fa sperare ma non rappresenta la soluzione per uscire dall’emergenza – ha concluso Nesci.

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