Marsiglia: giovani rapper per il Clima

MARSIGLIA – Hatem ha 13 anni ed è, in quanto più giovane di tutti, il beniamino del gruppo. Di cambiamenti climatici non sapeva molto: “non so esattamente da cosa sono causati, ma so che potrebbero portare all’estinzione di alcune specie e non è un bene per noi” aveva detto spontaneamente qualche settimana fa. Eppure, ora è protagonista di un videoclip musicale in lui e i suoi amici provano a sensibilizzare altri adolescenti come loro – ma il messaggio è rivolto a tutti – su questo e altri problemi climatici.

Il brano, interamente scritto da ragazzi tra i 13 e i 17 anni, si intitola “Je survole la Terre et je vois…” (Sorvolo la Terra e vedo…) ed è il risultato del laboratorio giovanile di scrittura rap tenuto da Aurelie Moulin, nell’ambito del progetto Clima e dintorni di Reporterre, quotidiano francese che si occupa di ecologia.

Ogni mercoledì, per cinque settimane, Aurelie ha incontrato i ragazzi presso il centro sociale Agorà della Brasserine, quartiere popolare a nord di Marsiglia, e con loro ha iniziato un percorso di produzione artistica collettiva, non semplice all’inizio sia perché bisognava stimolare la loro creatività sia perché il tema cui dovevano ispirarsi non era di facile approccio.

Aurelie Moulin insieme ai ragazzi del laboratorio di scrittura Rap

Aurelie Moulin

Lo start l’ha dato proprio lei: “sorvolo la Terra e vedo…” ha detto ai giovani partecipanti invitandoli a continuare la frase. Da lì si è innescato qualcosa di straordinario. Hatem, Rioid, Nasser, Kinder, Makler, Enzo, Salim, Naima e Hakim hanno iniziato a riempire i fogli bianchi che avevano davanti con tutto ciò che passava loro per la testa.  Correggendo, cambiando, riscrivendo, cercando rime e assonanze.

“Io sono uno che non parla molto, sono riservato”-  dice Rioid, 16 anni – “Il rap mi permette di esprimermi attraverso la scrittura, di mettere parole sui miei sentimenti “. Salim 18 anni, è d’accordo: “Il rap, che ci permette di dire, scrivere quello che si sente. E ‘un modo per esprimere se stessi”.

Il gruppo di giovani rapper

Al secondo incontro, otre alla bozza del testo, arriva l’arrangiamento musicale: “Ho realizzato delle basi al computer, avevo l’ispirazione. Ho mandato due o tre tracce ad Aurelie e lei ne ha scelto una” ha detto il 17enne Makler. Dal laboratorio di scrittura rap a uno studio di registrazione il passo è stato breve. Infine, la realizzazione del videoclip presentato ufficialmente qualche giorno fa.

Hatem nello studio di registrazione

Nove voci, dunque, che rappano la speranza. Per la terra e l’ambiente, certo. Ma anche e soprattutto per loro stessi. Per testimoniare che anche nei quartieri settentrionali della bella Marsiglia – lontani dal mare, letteralmente separati dal resto della città, isolati e abbandonati – possono accadere miracoli straordinari.






Francesca Caiazzo

photo credit: reporterre.net

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