UNICEF: gli effetti di El Niño sull’infanzia, 11 milioni di bambini a rischio

Nella foto un villaggio allagato nei pressi di Palayan City (Filippine) dopo il passaggio del tifone Koppu a metà ottobre: Koppu è stato il 12° tifone a colpire le Filippine quest’anno – ©UNICEF/UNI199426/Maitem

EMERGENZE – 11 milioni di bambini in Africa Orientale e Meridionale sono a rischio di fame, malattie e mancanza di acqua per gli effetti dell’intensificazione di El Niño, l’oscillazione climatica periodica che trasferisce nell’atmosfera l’aumento di temperatura dell’Oceano Pacifico provocando alternativamente siccità e alluvioni tra Asia, America Latina e Oceania. È l’allarme lanciato dall’Unicef in vista della XXI Conferenza delle Nazioni Unite sul Clima (COP21) che porterà i leader mondiali a Parigi dal 30 novembre all’11 dicembre prossimi. Per l’UNICEF si tratta di ‘ una delle ultime occasioni a disposizione della comunità internazionale per raggiungere un accordo universale e vincolante per limitare il riscaldamento globale tagliando le emissioni di gas serra’.

 

Sebbene sia un fenomeno naturale e non un effetto diretto del mutamento climatico indotto dall’uomo, gli scienziati confermano che El Niño è amplificato dal riscaldamento climatico. Molti tra i paesi che stanno subendo le conseguenze di questo fenomeno sono fra i più poveri e vulnerabili dal punto di vista ambientale.

«I bambini e le loro comunità hanno bisogno del nostro aiuto per risollevarsi dall’impatto di El Niño e per prepararsi all’impatto dei prossimi eventi» commenta Anthony Lake, Direttore dell’UNICEF. «Allo stesso tempo, l’intensità e il potenziale distruttivo di questo fenomeno dovrebbero essere un allarme per i leader del mondo che si incontreranno al vertice sul clima di Parigi. Nel momento in cui cercheranno un accordo per limitare il riscaldamento globale, dovrebbero tenere bene a mente che la posta in gioco sono il futuro dei bambini di oggi e del pianeta che lasceremo loro in eredità».

Secondo i dati forniti dall’Unicef, in Somalia sono oltre 3 milioni gli abitanti che hanno bisogno di assistenza a causa della scarsità dei raccolti e della penuria di cibo mentre in Etiopia, che sta vivendo la peggiore siccità degli ultimi 30 anni, le persone che soffrono una condizione di insicurezza alimentare sono oltre 8 milioni e i bambini che necessitano di assistenza sono 350.000. El Niño, spiega ancora l’Unicef, minaccia di lasciare senza cibo e acqua potabile oltre 4 milioni di persone negli Stati della regione del Pacifico e 3,5 milioni tra Guatemala, Honduras e El Salvador, 1,1 milioni (fra cui 400.000 bambini) in Perù e 1,5 milioni (per metà minori) in Ecuador. Grave anche la situazione in Inonesia dove gli incendi di torba e foreste – spesso favoriti dal fenomeno –  dall’estate scorsa hanno già causato danni gravi in 272.000 persone, principalmente bambini. Quando condizioni climatiche estreme privano le comunità dei loro mezzi di sostentamento – sottolinea l’UNICEF – i bambini cominciano a soffrire di malnutrizione: condizione che li indebolisce, esponendoli a un rischio ancor maggiore di malattie (malaria, febbre dengue, diarrea e colera), ritardi nello sviluppo mentale e morte prematura.

Redazione

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