Una poesia per Ashraf Fayadh, condannato a morte in Arabia Saudita

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Ashraf Fayadh

Il 14 gennaio 2016 si svolgeranno in tutto il mondo letture di poesie e testi scelti a sostegno di Ashraf Fayadh, poeta palestinese condannato a morte in Arabia Saudita. Il Festival Internazionale della Letteratura di Berlino (ILB) ha invitato singole persone, istituzioni, scuole, media e associazioni che si occupano di giustizia e libertà a partecipare all’iniziativa a sostegno del poeta saudita.

In Italia, Amnesty International promuove o partecipa a reading di poesie in favore di Ashraf Fayadh in numerose città italiane e invita tutti ad attivarsi in difesa della libertà d’espressione e contro la pena di morte. Le iniziative si terranno a Bari, Bologna, Cassino (FR), Formia (LT), La Spezia, Milano, Moie di Maiolati Spontini (AN), Monterotondo (RM), Napoli, Pescara, Pontedera (PI), Ravenna, Roma, Sassari, Spinea (VE), Trento e a Villacidro (VS).

Ashraf Fayadh, poeta e artista palestinese di 35 anni nato e residente in Arabia Saudita, è stato condannato a morte per apostasia il 17 novembre. Non ha avuto la possibilità di avvalersi di un avvocato durante la detenzione e il processo. È un prigioniero di coscienza.

Il tribunale di Abha, nella regione sud orientale dell’Arabia Saudita, lo ha accusato di apostasia dopo il ribaltamento in appello della sentenza che lo aveva condannato a 4 anni di detenzione e 800 frustate per aver violato l’articolo 6 della legge saudita contro i reati informatici.

Ashraf Fayadh è stato arrestato per la prima volta il 6 agosto 2013, in seguito alle rimostranze di un cittadino saudita secondo il quale il poeta avrebbe promosso l’ateismo e diffuso idee blasfeme tra i giovani. Rilasciato il giorno successivo, è stato nuovamente arrestato l’1 gennaio 2014, con l’accusa di apostasia per aver presumibilmente messo in discussione la religione e per la diffusione del pensiero ateo attraverso la sua poesia.

Amnesty International ha appreso che Samar Badawi, difensora dei diritti umani, è stata arrestata la mattina del 12 gennaio a Gedda e trasferita, insieme alla figlia di due anni, nella stazione di polizia di Dhaban, da cui è stata rilasciata 24 ore dopo su cauzione. Secondo gli attivisti locali per i diritti umani, dovrà ripresentarsi giovedì 14 con il suo avvocato per ulteriori interrogatori.

Samar Badawi è la sorella del blogger Raif Badawi (condannato a 10 anni di carcere e a 1.000 frustate) ed ex moglie dell’avvocato di quest’ultimo, Waleed Abu al-Khair, che sta scontando una condanna a 15 anni di carcere a causa del suo lavoro in difesa dei diritti umani in Arabia Saudita.

Amnesty International ritiene che Samar Badawi sia stata arrestata anche per aver promosso via Twitter una campagna per la scarcerazione del suo ex marito. Nel dicembre 2014 il Ministero dell’Interno le aveva vietato di lasciare il paese, impedendole in questo modo di recarsi a Bruxelles, dove avrebbe dovuto ritirare un riconoscimento sui diritti umani. (Amnesty International)

Il programma completo delle iniziative di Amnesty International Italia.

Per chiedere il rilascio di Ashraf Fayadh è possibile firmare l’appello online.

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