Sud Sudan, dall’inizio dell’anno arruolati 16 mila bambini soldato

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Sono 16 mila i bambini soldato costretti a combattere in Sud Sudan dall’inizio dell’anno. Lo denuncia l’Unicef, spiegando che gli scontri continuano nonostante l’accordo di pace raggiunto ad agosto tra le parti in conflitto. E’ dal dicembre del 2013 che è in corso una guerra in Sud Sudan, iniziata con uno scontro politico tra il presidente Salva Kiir e il suo ex vice Riek Machar accusato di aver tentato un colpo di Stato e sfociata in un conflitto etnico tra le tribù Dinka e Nuer.

”Da gennaio circa 16 mila bambini sono stati reclutati da gruppi armati e dall’esercito”, ha detto il portavoce dell’Unicef Christophe Boulierac, sottolineando che i minorenni continuano a essere uccisi, rapiti e stuprati.

Alcuni bambini sono stati costretti a combattere in prima linea, ha aggiunto Boulierac, mentre altri vengono usati come messaggeri o facchini in situazioni pericolose. L’Unicef stima che siano 1.500 i bambini uccisi dall’inizio del conflitto, 900 mila gli sfollati interni e un milione i bambini affetti da malnutrizione. ”Ad agosto ci sono stati piccoli segni di miglioramento”, ha detto il portavoce dell’Unicef.

Sono 2,3 milioni le persone costrette dalla guerra ad abbandonare le loro case e 4,6 milioni quelle che necessitano di assistenza alimentare urgente. Decine di migliaia sono invece le persone che hanno perso la vita.

Indipendente dal 2011, dopo una lunga guerra civile con Khartoum, il Sud Sudan e’ ripiombato nel conflitto civile nel dicembre 2013 in seguito ad una lotta ai vertici di potere tra il presidente Salva Kiir e il suo vice Riek Machar. I combattimenti non sono mai veramente cessati nonostante le firme- lo scorso 26 agosto- di un accordo di pace tra il governo e i ribelli mediato dall’Igad.

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