Senza dimora, a Palermo inaugurato dormitorio con 12 posti letto

Ospedale di Firenze, posti letto per senzatetto

PALERMO – Apre oggi a Palermo il nuovo centro di accoglienza notturna per i senzatetto con 12 posti disponibili “Beato padre Olallo”, che porta il nome del frate appartenente all’ordine dei Fatebenefratelli, vissuto a Cuba nella seconda metà dell’800. Si tratta di un’iniziativa della sezione locale Afmal (Associazione con i Fatebenefratelli per i malati lontani) dell’Ospedale Buccheri La Ferla. La sezione locale di Palermo, già dal 2009, attua un servizio di accoglienza per i poveri senza discriminazione di carattere politico, religioso o etnico. Dal febbraio 2014, sono cominciati i lavori di ristrutturazione della palazzina di proprietà dell’ordine dei Fatebenefratelli, in vicolo Sant’Uffizio, che ha portato a realizzare il nuovo centro di accoglienza notturno. A partire da oggi, ogni sera le porte saranno aperte per accogliere gratuitamente 12 persone. La struttura è dotata di 6 camere da letto per uomini e donne ciascuna con due posti e bagno in camera. La sera verrà offerta la cena e il mattino la colazione.

Gli ospiti entreranno alle 19,30 e lasceranno la struttura alle 8 del mattino.  L’attuale regolamento prevede che gli ospiti possano dormire per un periodo di 7 giorni continuativi e potranno essere riammessi dopo 1 mese dall’ultima permanenza. E’ necessario sostenere un colloquio pre-ingresso (mercoledì dalle 15 alle 17 o il giovedì dalle 10 alle 12).

Da tempo il presidio ospedaliero cerca in vario modo di rispondere alle persone più povere. Ogni mercoledì pomeriggio, per esempio, all’interno del comprensorio ospedaliero, viene offerto un servizio docce nel quale persone in condizione di disagio soddisfano esigenze di base: lavarsi, ritirare la biancheria e indumenti puliti che vengono offerti dai volontari del centro. Inoltre, una volta al mese viene distribuita la spesa a 130 famiglie bisognose. All’inaugurazione ufficiale, preceduta da una celebrazione liturgica nella chiesa della cittadella ospedaliera, concelebrata dall’arcivescovo Corrado Lorefice, ha preso parte anche il sindaco Leoluca Orlando.

“Il primo passo del nostro agire – afferma l’arcivescovo Corrado Lorefice – oggi deve essere quello di fare del bene agli altri per potere fare bene a noi stessi. Dobbiamo essere testimoni autentici in grado di avere gambe e braccia per rispondere a chi ha bisogno. Non abbiamo bisogno di attivismo ma di attività che nascono da una vicinanza profonda con il Signore. Una spiritualità vera è sempre concreta”. “Quello di oggi – continua l’arcivescovo – è intanto un segno tangibile di vangelo che può coinvolgere altri nel cuore e nella mente. Un altro segno concreto che si farà fermento e moltiplicatore saranno tutte le persone che si dedicheranno in quanto volontari al servizio. Dobbiamo fare in modo che questi segni di accoglienza piena del prossimo possano rientrare nella dimensione ordinaria di sempre più famiglie. Questi segni devono avere questa capacità evocativa di fare coinvolgere altri nella dimensione del volontariato affinchè le case dei cristiani siano case aperte all’accoglienza e alla cura autentica degli altri”.

“Ben vengano questi esempi di ricostruzione di comunità a partire dalla persona umana – sottolinea il sindaco Orlando – a garanzia di un tetto, del benessere e della salute. Il pubblico e il privato insieme possono dare risposte significative per riuscire a riprendere la propria dimensione comunitaria e di cittadinanza. Nessuno da solo può risolvere i problemi complessi di una città come Palermo. In tutte le grandi città occorre quindi essere affiancati dal criterio della sussidiarietà sociale affinchè ciascuno faccia la sua parte. Quella di oggi è una ulteriore dimostrazione che Palermo è una città in cammino”.

“Tutto quello che è stato realizzato – dichiara fra’ Luigi Gagliardotto, presidente della sezione locale e superiore dell’ospedale – è esclusivamente frutto di donazioni provenienti da privati. La nostra opera andrà ad aggiungersi a quelle già esistenti in città. Purtroppo l’offerta di questo tipo di servizi non è mai sufficiente per accogliere i bisognosi che sono sempre più numerosi. Il centro è una testimonianza tangibile della carità e della misericordia. Abbiamo ancora bisogno di tutti. In questo momento oltre ai fondi per mantenere il centro, cerchiamo volontari che siano disponibili per l’accoglienza notturna. Inoltre, abbiamo bisogno di continuare a raccogliere fondi per pagare i debiti che abbiamo contratto ”. “Cerchiamo di rispondere a coloro che non hanno una casa – spiega l’assistente sociale Maria Pillitteri -. Si potrà permanere per sette notti e poi eventualmente rientrare dopo un mese successivamente ad altre persone a rotazione iscritte in lista d’attesa”. (Agenzia Redattore Sociale)

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