Palermo, una fiaccolata per il diritto alla casa

fiaccolata per diritto alla casa

PALERMOA soli due giorni dal Natale la manifestazione promossa dalla rete per i senza casa davanti al teatro Massimo per chiedere ancora una volta il diritto ad avere una casa. Il corteo attraverserà i quartieri del centro storico di Palermo per poi fermarsi sotto il palazzo del Comune. “Il Natale non è sicuramente uguale per tutti poichè la crisi non è uguale per tutti – spiega la nota degli organizzatori -. C’è chi vorrebbe la città delle luminarie e delle spese natalizie, ma le emergenze sociali non si cancellano durante le feste. Per questo motivo convochiamo una manifestazione cittadina per il diritto alla casa. Non possiamo più permettere che nella nostra città famiglie restino senza casa, schiacciati dal peso della crisi”. “Crediamo che i numeri dell’emergenza abitativa impongano alle istituzioni cittadine un’immediata assunzione di responsabilità, abbandonando lo stile delle iniziative tampone (buono casa, affitto di locande private o, peggio, case famiglia e assistenza sociale che finisce sempre per smembrare le famiglie già colpite dall’emergenza) – continua la nota congiunta -. Non è accettabile che il Comune stia portando avanti un piano di alienazione di oltre 2000 immobili…in molti saranno già pronti ad acquistarli a prezzi stracciati…nel frattempo lo stesso Comune di Palermo sostiene di non avere a disposizione nessun immobile per i senza casa. Intanto aumentano i singoli e le famiglie che dopo aver perso il lavoro hanno perso pure la casa e sono costrette a vivere per strada, aumentano le famiglie che in graduatoria d’emergenza abitativa sono oltre 1500 e non esiste nessuna politica e progettualità concreta e definitiva per il superamento del problema”.

La rete a sostegno del diritto alla casa (composta dal comitato di lotta Prendo casa, comitato di Lotta per la casa 12 Luglio, Cts/ casa Cobas, Unione inquilini Palermo, Sunia) chiede: il blocco immediato di sfratti e sgomberi; il recupero e utilizzo a scopo abitativo dei beni confiscati e del patrimonio pubblico sfitto e inutilizzato; la requisizione da parte del comune degli immobili sfitti, delle IPAB, degli enti regionali in dismissione; il riconoscimento della pratica dell’auto-recupero del patrimonio pubblico e privato sfitto, come soluzione immediata all’emergenza abitativa”. (Redattore Sociale)

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