Nel giorno dell’Epifania, a Greccio torna a vivere la magia del presepe

Quella di Greccio è una rappresentazione storico-teatrale, realizzata in sei quadri viventi e incentrata sulla nascita del primo Presepe della storia, grazie alla quale è possibile rivivere l'atmosfera del Natale

RIETI – Nel giorno dell’Epifania, Betlemme “traslocherà” nel cuore della provincia di Rieti. E’ da ben 792 anni, d’altronde, spiega un comunicato, che questa magia si ripete a Greccio, luogo del primo Presepe al mondo. Protagonista del miracolo fu San Francesco, che nel 1223 – dopo un viaggio in Palestina – decise di ricostruire con persone e animali del tempo le scene della Natività: e così il frate di Assisi e il nobile signore di Greccio Giovanni Velita realizzarono la rievocazione della nascita di Gesù, ovvero il primo Presepe della storia, che nei secoli successivi è stato replicato in tutte le case del mondo.

Unico e inimitabile, il Presepe di Greccio torna il 6 gennaio prima di dare a tutti l’appuntamento alla prossima edizione. Dimenticate gli spettacoli popolari che in questo periodo vengono organizzati ovunque da Nord a Sud: quella di Greccio è una rappresentazione storico-teatrale, realizzata in sei quadri viventi e incentrata sulla nascita del primo Presepe della storia, grazie alla quale è possibile rivivere l’atmosfera del Natale più che in ogni altro luogo.

Un evento che costituisce un momento di profonda fede cristiana e, al contempo, uno spettacolo unico al mondo; c’è infatti un filo indelebile che lega questo luogo a Betlemme: in Palestina si operò il mistero della divina incarnazione di Gesù, mentre a Greccio ebbe inizio, in forma del tutto nuova, la sua mistica rievocazione.

Le tribune con oltre 2.000 posti a sedere e le tensostrutture riscaldate accoglieranno i visitatori provenienti da ogni parte d’Italia, che potranno ammirare la sceneggiatura curata in ogni minimo dettaglio, le musiche e lo spettacolare impianto di luci; a fare il resto sarà la consueta bellezza del luogo – un anfiteatro che sorge nel piazzale antistante il Santuario di Greccio – la natura incontaminata, la fedeltà delle scene e dei costumi, la bravura e la devozione degli interpreti.

Ancora oggi la celebrazione si snoda attraverso sei quadri viventi, dalla vita dei francescani in queste zone all’accoglienza da parte di papa Onorio III della Regola scritta da Francesco, dall’autorizzazione concessa dal Santo Padre per la realizzazione del presepe fino al giorno in cui Greccio si trasformò in Betlemme. (Redattore Sociale)

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