Madaya, ok agli aiuti umanitari

bambini muoiono di fame a madaya

DAMASCOIl governo siriano ha dato il permesso all’Onu di consegnare aiuti agli abitanti di tre cittadine sotto assedio, tra cui Madaya, nei pressi di Damasco, dove le persone stanno morendo di fame. “L’Onu accoglie con favore l’approvazione da parte del governo siriano dell’accesso a Madaya, Fuaa e Kafraya e si prepara a consegnare aiuti umanitari nei prossimi giorni” afferma una nota Onu.

Secondo le Nazioni unite ci sono “notizie credibili di persone che muoiono di fame” a Madaya, tra cui un uomo di 53 anni che sarebbe morto martedì. Le tre cittadine rientrano in un accordo semestrale raggiunto a settembre per la fine delle ostilità in quelle aree in cambio di aiuti umanitari.

L’accesso a Madaya e alla vicina Zabadani è bloccato dalla forze del regime, mentre Fuaa e Kafraya, nel nordovest della Siria, sono circondate dalle forze antigovernative. “Quando è arrivata la notizia qualcuno ha sparato in aria per festeggiare, ma i più aspettano di vedere il cibo per crederci, perché sono già stati delusi in passato” ha detto il giornalista Maaz al-Qalamuni all’Afp al telefono da Madaya. La cittadina ha ricevuto aiuti l’ultima volta a ottobre, ma da allora è inaccessibile “nonostante numerose richieste”, secondo una nota dell’Ufficio Onu per il coordinamento degli Affari umanitari.

 Circa 40mila persone, in gran parte civili, vivono a Madaya, nella provincia di Damasco, che ospita molti rifugiati dalla vicina roccaforte ribelle di Zabadani. Almeno 10 persone sono morte per mancanza di cibo e medicine in città, secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani. Altri 13, fuggiti in cerca di cibo, sono stati uccisi dalle mine deposte dal governo o colpiti dai cecchini, secondo l’Osservatorio.

madaya appello salvate i bambini
“Salvate i bambini”, l’appello dei giorni scorsi a Papa e Nazioni Unite

Gli aiuti dovrebbero raggiungere anche i 20mila intrappolati nelle cittadine sciite di Fuaa e Kafraya, nella provincia di Idlib. Le consegne non inizieranno prima di vari giorni, certamente non prima del weekend, venerdì e sabato in Siria. Il ministro degli Esteri Walid Muallem parlerà del flusso umanitario con l’inviato Onu Staffan de Mistura, che sabato sarà a Damasco per organizzare i colloqui di pace tra regime e opposizione.

Le immagini degli abitanti di Madaya devastati dalla carestia hanno provocato una diffusa indignazione. Pawel Krzysiek, portavoce della Croce rossa internazionale entrato a Madaya con gli ultimi aiuti, ha fatto un quadro fosco. “La gente è rimasta per troppo tempo senza beni di base, forniture alimentari di base, medicine di base, elettricità e acqua… Ho visto la vera fame negli occhi della gente” ha detto all’Afp. “Abbiamo dimenticato il gusto del pane” ha detto il 27enne Mohamed da Madaya. “La situazione è diventata molto tragica”.

L’Onu ha detto che nell’ultimo anno solo il 10% delle consegne di aiuti richieste in aree sotto assedio della Siria sono state approvate e realizzate. (Askanews)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Informativa estesa

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close