Le Castella verso l’autonomia: il 26 giugno consultazione popolare

Il Castello aragonese di Le Castella - Isola di Capo Rizzuto (KR) (foto da Internet)

CROTONE – Non più frazione di Isola di Capo Rizzuto ma Comune. Questa l’aspirazione dell’associazione “Le Castella Comune”, nata circa 7 anni fa. Per le vie del piccolo centro che sorge in piena Area Marina Protetta e che guarda al suggestivo Castello Araganose, fortezza quasi interamente circondata dal mare, è da tempo che si parla di una eventuale indipendenza da Isola di Capo Rizzuto. Già nel 2008 fu avviata una raccolta firme per chiedere l’autonomia; in quella occasione le oltre cinquemila firme raccolte furono consegnate alla Regione.

Ora, dopo la convocazione dell’associazione negli uffici regionali, gli indipendentisti della prima ora tronare a crederci e a sperare. Così, il prossimo 26 giugno saranno i castellesi a doversi esprimere attraverso una consultazione popolare.  La domanda a cui devono rispondere è semplice e diretta: “Volete che sia istituto il nuovo comune con denominazione Le Castella mediante distacco da Isola Capo Rizzuto?”. Per votare bisogna essere residenti a Le Castella ed essere quindi iscritti alle liste elettorali dei seggi numero 13 e 14 del Comune di Isola di Capo Rizzuto. L’appuntamento è dalle 7 alle 23 nel piazzale di fronte la chiesa.

La consultazione non è un vero e proprio referendum ma è stata organizzata “per renderci conto se proseguire o meno questa battaglia che va avanti da ormai 9 anni in maniera ufficiale, vogliamo che sia un voto libero e anonimo, senza condizionamenti” spiega Pippo Marra, presidente di “Le Castella Comune”. Sebbene non si tratti di elezioni ufficiali, tanti giovani dell’associazione si stanno prodigando a promuovere l’iniziativa facendo volantinaggio e dialogando con i loro concittadini “porta a porta”.

“Noi non chiediamo il distacco da nessuno e – spiega uno dei ragazzi impegnati nell’associazione – non vogliamo che passi il messaggio che siamo contro Isola Capo Rizzuto, anche perché molti di noi hanno legami familiari con Isola. Noi chiediamo solo di essere indipendenti, vogliamo quello che ci è stato tolto nel 1805.  Vogliamo tornare ad essere artefici del nostro destino”. Gli fa eco un altro giovane, che concorda e che spiega meglio le ragioni della richiesta di autonomia: “Viviamo in un territorio troppo ampio per essere gestito da una sola amministrazione, uno dei più vasti di tutta la Regione, sappiamo quanto sia difficile gestirlo ed essere presenti da per tutto. L’amministrazione cerca di fare il massimo ma purtroppo non è mai abbastanza, colpa soprattutto di una collocazione geografica che ci porta ad essere nettamente fuori dal comune di Isola e quindi spesso ingestibili. Dividerci porterebbe benefici ad entrambi”.

Redazione

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