Lavoro. Capone (UGL): “Potenziare le politiche attive per ridare dignità sociale a chi ha perso il lavoro”

“Il ritardo delle regioni nelle assunzioni degli 11.600 nuovi operatori dei centri per l’impiego, il mancato coordinamento con Anpal e l’eccesso di burocrazia, rischiano di rallentare l’azione della pubblica amministrazione compromettendo, peraltro, l’attuazione del Pnrr. Non è pensabile, inoltre, continuare con la logica assistenziale dei sussidi a pioggia. In tal senso, all’interno dell’annunciata riforma degli ammortizzatori sociali, deve essere prevista la radicale modifica di uno strumento rivelatosi fallimentare come il reddito di cittadinanza. È essenziale che tali fondi siano destinati alla formazione, alle politiche attive e al potenziamento dei centri per l’impiego, rendendo stringente la normativa per quanti rifiutano un’offerta di lavoro. Condividiamo, dunque la proposta del Ministro Giorgetti incentrata sul concetto di ‘lavoro di cittadinanza’, nella prospettiva di ridare dignità sociale a chi ha perso il proprio impiego attraverso programmi di riqualificazione professionale, al fine di rendere più dinamico il mercato del lavoro e fare fronte alla richiesta di nuove competenze da parte delle imprese. Come UGL, siamo disponibili a discutere con il Governo delle proposte volte a rilanciare l’occupazione”. Lo ha dichiarato Paolo Capone, Segretario Generale dell’UGL, in merito al dibattito sulle politiche attive del lavoro.

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