Fuga di gas a Los Angeles, dichiarato lo stato di emergenza

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LOS ANGELES – La più massiccia fuga di gas mai registrata riversa nell’atmosfera 50 tonnellate di metano ogni ora.

Rilevata per la prima volta il 23 ottobre, la perdita proviene da un pozzo utilizzato per lo stoccaggio di gas naturale a Aliso Canyon, nella valle di San Ferdinando, appena fuori Los Angeles. Secondo l’azienda Southern California Gas la fuga di gas continuerà ancora per mesi.

Il gas naturale è invisibile a occhio nudo, ma non i suoi effetti:  gengive e naso che sanguinano, mal di testa e scuole deserte. Il disastro ha infatti costretto migliaia di residenti del quartiere di Porter Ranch ad abbandonare le abitazioni e il governatore della California Jerry Brown a dichiarare lo stato di emergenza.

Il metano, che è il componente principale del gas naturale, è esplosivo e può provocare asfissia. Non è tossico, ma nella fuga di gas sono stati rilevati anche benzene e acido solfidrico che sono invece cancerogeni. Infine, la presenza di metantiolo, una sostanza chimica che serve per permettere l’individuazione di perdite di gas, ha diffuso nell’aria un insopportabile odore di uova marce.

Cosa significa per il clima. Gli abitanti che soffrono di questa situazione non sono tuttavia le uniche vittime: il disastro ha infatti un effetto tangibile sul clima globale.

Il metano è 84 volte (nell’arco dei 20 anni) più potente del biossido di carbonio come gas serra  e questa fuga è ormai il maggior contributo della California ai cambiamenti climatici, equivalente alla emissioni di sette milioni di auto ogni giorno. (Greenpeace)

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