Crotone: Cascina Lilt, orto e asinelli per pazienti oncologici

Fattoria Didattica Al Vituso

foto di Fattoria Didattica Al Vituso

CROTONE – La vita stravolta, il dolore, le cure, la sofferenza. Il cancro arriva impetuoso come un’onda che travolge, sembra spazzare via sogni e futuro. Irrompe e distrugge. Mette a dura prova pazienti e familiari, sconvolgendo abitudini e ritmi quotidiani. Anche quando si guarisce da una patologia tumorale, il trauma resta. Ed è soprattutto psicologico. Si continua a vivere, spesso, con la paura di riammalarsi, con ansie e preoccupazioni che possono complicare il processo riabilitativo e il ritorno a una certa ‘normalità’. Lo sa bene la Lilt, da anni impegnata in campagne di prevenzione e sensibilizzazione sulla lotta ai tumori.

E proprio per di tendere un mano a chi, guarito dal cancro, prova a ricominciare, è nato il progetto sperimentale “Cascina Lilt” presentato questa mattina a Crotone dalla cooperativa Bioagrizoo, dal Comune di Crotone, assessorato alle Attività produttive, di concerto con la sezione provinciale della Lilt.  L’iniziativa, frutto della sinergia con Apz, ASP, fattoria didattica Al Vituso, Gal Kroton, Slowfood Crotone, è rivolto a 10 pazienti oncologici, dai 20 anni in su, in fase di riabilitazione che saranno segnalati direttamente dal reparto di oncologia dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Crotone e saranno coinvolti in attività di pet therapy e di ortoterapia.

“Si tratta di un progetto innovativo nel nostro territorio – ha spiegato Damiano Falco, presidente della sezione provinciale della Lilt – la pet therapy è utilizzata con successo, come supporto nei percorsi di guarigione dei pazienti oncologici, in molti ospedali americani e sta prendendo piede anche in Italia”.

“Di solito – ha continuato Giuliana Spagnolo, coordinatrice del progetto della Lilt – vengono utilizzati animali da compagnia. Noi metteremo in campo un progetto sperimentale e unico nel suo genere. L’idea di base è che il paziente oncologico presenta delle analogie con il paziente affetto da “sindrome del sopravvissuto”, quindi ansia, depressione, paura di riammalarsi e di morire. Problematiche che non possono essere curate solo dal punto di vista farmacologico ma che hanno bisogno di un supporto psicologico“.

Per questo i pazienti di Cascina Lilt, supportate dalle psicologhe Lilt, Alessia Amatore e Tonia Colella, intraprenderanno un cammino di guarigione presso la fattoria didattica e sociale Al Vituso, a contatto con 16 asinelli e con l’orto terapia. Al termine del progetto, i dati costituiranno un report che sarà illustrato in un convegno.

cascina lilt crotone
nella foto: (da sinistra) Carvello, Spagnolo, Barretta, Falco, Pagliuso

“Quello che stiamo portando avanti – ha osservato Patrizia Pagliuso, vicepresidente Lilt Crotone – è l’intento di dare dignità ai pazienti oncologici del nostro territorio, garantendo loro servizi aggiunti, innovativi come questo, a supporto di quelli erogati dall’Asp”.

“Questa fattoria – ha sottolineato Natale Carvello, presidente Gal Kroton– speriamo possa diventare un laboratorio per l’agricoltura sociale nel nostro territorio”. “E’ un progetto – ha evidenziato l’assessore alle Attività produttive, Franco Barretta, che tra l’altro ha egli stesso sconfitto un tumore – parla di speranza, e fungerà da esempio anche per gli altri pazienza, lanciando il messaggio che il cancro si può vincere“.

Era presente alla conferenza stampa anche il responsabile del progetto, Salvatore Nicoscia.

Redazione

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