Beni confiscati, Palermo li affida alle famiglie in difficoltà e con disabili gravi

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PALERMOLe famiglie in condizioni economiche disagiate e con disabili gravi avranno una priorità nell’assegnazione dei beni confiscati che va oltre la normale graduatoria dell’emergenza abitativa. E’ questa la decisione di sindaco e giunta per sostenere quei nuclei familiari piegati da povertà e disabilità.

La giunta comunale ha approvato, infatti, una proposta di modifica da apportare al regolamento per gli interventi abitativi, finalizzato a favorire l’assegnazione dei beni confiscati alle famiglie che abbiano al proprio interno disabili gravi e a quelle famiglie che hanno avuto assegnato in precedenza degli alloggi che si sono poi resi indisponibili.

La proposta, che segue un ordine del giorno approvato dal consiglio comunale a ottobre nella stessa direzione, prevede, infatti, che i beni confiscati assegnati al comune e destinabili ad uso abitativo siano divisi in tre categorie, assegnandone il 25% alle famiglie con disabili, il 25% a famiglie che hanno già avuto assegnati degli immobili poi divenuti indisponibili ed il restante 50% sia assegnato in base alla graduatoria dell’emergenza abitativa.”

“Una volta che sarà operativa, questa nuova organizzazione – spiegano il sindaco e l’assessore Agnese Ciulla – renderà possibile dare risposte più veloci a quelle famiglie che, oltre al carico del disagio socio-economico hanno quello della presenza di familiari con gravi disabilità, con le conseguenze che ciò comporta in termini di abitabilità e logistica degli spazi abitativi. Inoltre sarà possibile dare soluzione ad alcune situazioni per le quali alcune famiglie si ritrovano ad essere involontariamente ‘occupanti’ di immobili che inizialmente avevano avuto assegnati regolarmente. Siamo certi – concludono – che il consiglio comunale che ha già mostrato grande sensibilità sul tema, farà propria questa proposta nei tempi più rapidi possibili”.

Grande gioia è stata manifestata subito da alcune delle famiglie che, oltre ad un grave stato di disagio economico hanno un figlio con disabilità. “Non riusciamo a crederci – ha detto Elisabetta, mamma di Luigi -. Ce l’abbiamo fatta grazie anche ad un gruppo di persone che a vario titolo e livello non ci hanno mai abbandonato, facendosi portavoce dei nostri bisogni e diritti”. “Sono emozionata – dice pure la signora Lo Bello, mamma di Cristian . Non ci credevamo quasi più perché lo scoraggiamento era tanto. Speriamo adesso di riuscire a dare una stanza tutta sua a mio figlio”. Il desiderio forte delle famiglie è adesso quello che i tempi di attesa dell’approvazione della delibera non siano troppo lunghi. (Redattore Sociale)

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