“Architettura sociale”: casa di riposo e fattoria. Così gli anziani producono bio

Un'immagine del progetto Home Farm

Un'immagine del progetto Home Farm

Sempre più architetti, spinti dal desiderio di offrire il proprio contributo alla comunità e fronteggiare carenze architettoniche, si sono profondamente coinvolti in opere sociali, promuovendo una serie di interessanti e creativi progetti umanitari “sociali e solidali”, orientati a costruire un mondo migliore e a risolvere grandi problemi, possibilmente al minor costo possibile.  È questa la forza motrice dello “Sparck” pluripremiato studio internazionale di design che  crea edifici caratteristici, concentrandosi sul potenziale che l’architettura ha di contribuire positivamente alla vita urbana e al benessere delle persone. 

Gli architetti che vi aderiscono hanno una visione della progettazione urbana “audace ma di buon senso” e un forte desiderio: allargare i centri abitati con differenziate e originali costruzioni che in essi possano confluire. Miscelando città, ambiente e strutture, creano nuove opportunità in luoghi coinvolgenti. Da questi presupposti è nato anche il progetto “Home Farm” presentato dagli architetti della Sparck al World architecture festival e pensato per la città di Singapore. È casa di riposo e allo stesso tempo fattoria urbana, gli ospiti sono coinvolti nella produzione di cibo biologico, che poi possono consumare all’interno della struttura o vendere per recuperare fondi. Nell’azienda agricola, gli anziani possono trovare un impiego giornaliero coltivando verdura e frutta per il proprio sostentamento.

Socializzazione e promozione della qualità della vita. Il progetto architettonico presenta una tipologia di vita che combina appartamenti per gli anziani con l’agricoltura urbana verticale, muri vegetali, pareti curvilinee con arbusti, fioriere e vegetazione a cascata, il punto di riferimento è l’orto condiviso collegato ai palazzi adibiti a casa di riposo, è prevista anche l’installazione di una fattoria acquaponica che comprenderà la creazione di un tetto-giardino e un mercato ortofrutticolo, in cui lo staff della casa di riposo potrà vendere propri prodotti. Quella degli anziani è una generazione in crescita esponenziale, il design, basato su specifiche ricerche, affronta due sfide urgenti: sostenere una società in rapido invecchiamento e migliorare la sicurezza alimentare.

Tra i filari di vasi e piccole zolle di terra gli anziani aumentano l’autostima e il buonumore. Il contatto con la natura e le attività svolte all’aria aperta aiutano ad arricchire la vita dei residenti e il benessere quotidiano. Studi approfonditi hanno già riconosciuto il valore terapeutico, sociale ed economico, delle attività a contatto con la natura, soprattutto se svolte in gruppo. In una società che invecchia è necessario trovare nuovi modelli assistenziali in grado di favorire oltre che l’accoglienza e le cure delle persone che invecchiano, lo stimolo a mantenere interessi piacevoli, relazioni sociali gratificanti e soprattutto la vitalità che scaturisce nel sentirsi partecipi della propria e altrui vita. (Agenzia Redattore Sociale)

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