A Quarta Repubblica il generale Petraeus (ex Cia): “Ci saranno tante altre Bucha”

«Ci aspetta un momento molto difficile per l’Ucraina. Per la prima volta c’è un solo generale al comando dell’invasione russa. Prima ce ne erano troppi, che litigavano con Mosca per le risorse e le priorità, ma questo è un personaggio dai trascorsi molto preoccupanti. Lo chiamano ‘il macellaio della Siria’ per la sua campagna del 2016 quando bombardò e di fatto massacrò la popolazione di allora. Temo che vedremo altre azioni come quella della stazione del treno, già avvenuta sotto il suo comando, dove sono morti cinquanta civili. Vedremo la distruzione di villaggi e di piccole città che si interpongono all’offensiva russa. Nell’area dove si combatterà non ci sono grandi città come Kiev o Kharkiv e per i russi sarà più facile avanzare se non dovranno affrontare la guerriglia urbana degli ucraini che li ha costretti a ritirarsi». Queste le parole del generale David Petraeus, ex direttore della Cia ed ex comandante delle forze americane in Afghanistan e prima ancora in Iraq, in merito alla nuova fase della guerra in cui la Russia sta entrando con un unico generale al comando, in un’intervista esclusiva andata in onda ieri sera nel corso della puntata di  “Quarta Repubblica” – il programma di approfondimento politico ed economico condotto da Nicola Porro su Retequattro – realizzata da Maria Luisa Rossi Hawkins.

 

Maria Luisa Rossi Hawkins: «Bucha, Borodjanka , si possono paragonare al massacro di Srebrenica, quando la Nato decise di intervenire nella ex Jugoslavia?»

David Petraeus: «Non penso che ci troveremo di fronte a un unico momento galvanizzante come è stato Srebrenica nel 1995 che di fatto ha forzato gli Stati Uniti ad intervenire con bombardamenti che sono serviti a portare la Serbia al tavolo dei negoziati. Ci saranno tante altre Bucha perché quello non è stato un errore, è il modus operandi dei russi. Le atrocità si accumuleranno fino al punto in cui ci sarà un effetto Srebrenica che risveglierà la coscienza collettiva».

VIDEO – Zona Bianca: ecco l’intervista al sindaco di Bucha

Maria Luisa Rossi Hawkins: «C’è una linea russa che potrebbe innescare un intervento della Nato?»

David Petraeus: «Sì, credo che ci sia una linea russa che possa innescare una reazione durissima da parte della Nato ma starei attento a definirla. Vladimir Putin ha già autorizzato in passato l’uso di armi chimiche e sappiamo che ha armi nucleari tattiche, ma davanti al loro uso non credo che il mondo potrà voltare le spalle. Non posso pensare che ci saranno Paesi che a quel punto si asterranno da un voto di condanna alle Nazioni Unite o da un’azione contro la Russia».

Maria Luisa Rossi Hawkins: «Generale Petraeus, molti in Italia ma anche negli Stati Uniti sostengono che l’invasione russa dell’Ucraina sia giustificata dall’avvicinamento della Nato ai confini della Russia»

David Petraeus: «Bisogna ricordare che in passato alla Nato abbiamo cercato ostinatamente di coinvolgere i russi in una serie di incontri per sedare le loro preoccupazioni. Ma alla fine hanno preferito seguire la visione della storia ispirata e definita da Vladimir Putin, un uomo che identifica nella dissoluzione dell’Unione Sovietica la tragedia più grande del ventunesimo secolo».

Maria Luisa Rossi Hawkins: «Generale Petraeus, il Presidente Biden ha auspicato una Russia senza Putin. Come ex capo della CIA le chiedo: l’intelligence sta lavorando a questa opzione?»

David Petraeus: «Con tutto il rispetto, se ci stessimo pensando, non condividerei i nostri piani né con lei né con i suoi ascoltatori. Ma alla fine tutti i leader abbandonano la scena».

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