(VIDEO) Cutro, martedì 13 la terza edizione di “A scattattu Carnalivari”

AGGIORNAMENTO: L’evento è stato rinviato a sabato 17 febbraio a causa di previsioni meteo avverse

Giovedì 8  febbraio alle ore 11 si è tenuta la Conferenza stampa “A scattatu Carnalivari” nella stanza del Sindaco presso il Comune di Cutro. Erano presenti Salvatore Divuono, sindaco di Cutro, Pierluigi Virelli, organizzatore, Katia Villirillo. madre di Giuseppe Parretta, Luca Siniscalchi, amico di Giuseppe Parretta e un portavoce in rappresentanza del F.C. Crotone.

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Il Carnevale tradizionale cutrese, che conta centinaia di maschere in una processione funebre allegorica che attraversa tutta la cittadina, quest’anno sarà dedicata alla memoria del giovane e coraggioso studente Giuseppe Parretta, assassinato lo scorso 13 Gennaio a Crotone. Questa  scelta ha un significato profondo perché, nella cultura contadina, il Martedì Grasso rappresenta il giorno più importante dell’anno: il Capodanno del popolo, il giorno in cui dando fuoco al fantoccio di “Carnalivari” la comunità esorcizza e allontana i torti e il male subiti. In particolare, in questo rituale il popolo cerca di espellere le forze malefiche che sembrano influenzare il suo quotidiano e, rinnovato e purificato, ricerca la gioia, la forza e la fiducia in se stesso.

Quella che, apparentemente, può sembrare una semplice sfilata carnevalesca, è invece un’operazione di riconciliazione sociale molto importante, sottile e intelligente. Per comprenderlo occorre inquadrare, innanzitutto, il luogo, lo scenario in cui tutto si svolge. Cutro è un piccolo centro della provincia di Crotone, situato su un altopiano che si erge sulle colline e le campagne circostanti (le dune gialle di Pasolini), vittima dello spopolamento, come gran parte dei comuni dell’interno ma, soprattutto, prigioniero delle proprie paure. Non è il paese della libertà di espressione, è un luogo in cui le pulsioni vengono bloccate e, come spesso accade in contesti del genere, sfociano attraverso la violenza.

Chi si sente inadeguato purtroppo, a volte, ha un solo modo per dimostrare il proprio valore, usare la forza. Pierluigi Virelli, musicista e ricercatore etnografico, conoscendo il territorio ha tenuto degli incontri divulgativi anche nelle scuole per far conoscere i riti e gli strumenti tradizionali calabresi, avvicinare i giovani alle radici della propria identità e determinarne la consapevolezza culturale.

L’ultima Farsa Carnevalesca a Cutro risale a ben 50 anni fa, intere generazioni di cutresi non ne sono a conoscenza. Pierluigi Virelli ha, perciò, coinvolto i ragazzi provenienti da ambienti difficili per far in modo che diventino protagonisti della buona riuscita della manifestazione. Sono, inoltre, stati coinvolti suonatori e collaboratori (grafici, allestitori, sarti, fotografi e videomaker) provenienti da tutta la regione e, quest’anno, anche artisti visivi dalla Toscana e dalla Germania. Virelli ha scritto i testi della farsa effettuando ricerche storiche, attraverso le testimonianze degli anziani del paese, adattandola ai giorni nostri attraverso la grottesca rappresentazione dei personaggi principali: il sindaco, il prete, il medico, il notaio, la moglie di Carnalivari e le amanti. Un corteo funebre, raggiante e colorato come un arcobaleno, che scaccia la tristezza e la negatività dalle vie cittadine e trascina con sè la Calabria migliore.

Con questo auspicio, chiediamo a tutti di partecipare con entusiasmo e a mascherarsi in maniera grottesca, con abiti e oggetti di fortuna. Rievocando lo stile popolano e modesto delle comunità rurali e secondo il principio dei contrari.

Programma:
Ore 15:00 (Puntualità permettendo) Partenza corteo piazza principale “Jò Leo Bon Bon”
Ore 18:30 (A Dio volendo e piacendo) Rientro in piazza e Farsa tradizionale
Ore 19:22 (Tutti presenti e soldi in mano) Riffa di beneficenza – Estrazione premi
Ore 19:57 circa (E si ca ni scialamu) Vrusciamu a Carnalivari e Grande festa all’abballu

L’evento è ideato e organizzato da Pierluigi Virelli e promosso con il contributo del Comune di Cutro  e l’Assessorato alle politiche culturali, Dott.ssa Anna Battaglia.

Chi era Giuseppe Parretta. Giuseppe era un giovane e solare ragazzo di appena 18 anni, ucciso a colpi di pistola sparati in pieno petto da un uomo di 57 anni, Salvatore Gerace, che si è subito costituito. Il delitto è stato commesso nel pomeriggio del 13 gennaio scorso, in via Ducarne a Crotone, uno dei vicoli del centro storico della città, nella  sede dell’associazione “Libere donne”, che da anni combatte la violenza sulle donne, presieduta dalla madre della vittima, Katia Villirillo. Giuseppe era uno studente al liceo artistico e saltuariamente lavorava come cameriere nei locali del centro per racimolare qualche euro.

Non aveva mai avuto problemi con la giustizia, al contrario dell’uomo che lo ha assassinato, già  arrestato in passato più volte per spaccio di droga e rapina. Nell’edificio in cui Giuseppe ha trovato la morte non solo era ospitata la sede dell’associazione della mamma, ma c’è anche l’appartamento nel quale Giuseppe viveva. Nello stretto vicolo della parte antica di Crotone vive anche Gerace. L’assassino ha riferito agli inquirenti che ha ucciso perché “si sentiva spiato”.

A seguito dell’omicidio tremila persone hanno sfilato in corteo per le vie di Crotone per chiedere giustizia per Giuseppe. Un lungo corteo che ha gremito le vie del centro città e che si è snodato da Piazza della Resistenza a Piazza Duomo, con in testa il sindaco Ugo Pugliese e la madre di Giuseppe, Katia Villirillo. Tanti giovani, tanti striscioni, uno dei quali con il saluto dei compagni di classe. Un ragazzo amatissimo ed esempio di coraggio, che ha affrontato il suo assassino facendo da scudo alla famiglia col suo corpo. (Comunicato Stampa)

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