Riina, Bindi: “Curato meglio che a casa”

ROMA – Pd diviso in commissione antimafia sulla concessione dei domiciliari a Toto’ Riina, l’86enne boss di mafia detenuto al momento all’ospedale Maggiore di Parma. Da un lato la presidente Rosy Bindi, pronta a rispedirlo in cella. dall’altra il deputato Marco Di Lello che ha fatto appello affinchè “lo Stato non sia incivile”. Durissima la relazione della presidente Bindi: “Si può affermare che le sue condizioni di salute, si’ imprevidibili data l’eta’, ma stazionarie, potrebbero in ipotesi, a giudizio dei

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Riina, il toccante appello di Sonia Alfano a Mattarella: “Sua scarcerazione, mia condanna a morte”

Carissimo Presidente, mi permetta di rivolgerMi a Lei con affetto ma non per questo senza il dovuto e sentito rispetto istituzionale, per sottoporLe una vicenda che in queste ore sta occupando le prime pagine dei giornali e che riguarda il pronunciamento della Corte di Cassazione sul detenuto Salvatore Riina. Mi rivolgo a Lei per chiederLe di intervenire pur consapevole di quanto il Suo ruolo sia importante e sopratutto di garanzia, ma tutti i cittadini onesti italiani confidano in Lei, e

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Riina, Bindi: “La scarcerazione sarebbe un segnale di cedimento”

ROMA – “La dignità della persona va garantita in carcere e, per quanto riguarda la situazione di Riina, come Commissione Antimafia riteniamo che sia garantita da strutture sanitarie d’eccellenza che sono nel carcere in cui è detenuto. La sua scarcerazione sarebbe un segnale di cedimento dello Stato nei confronti della mafia che non ci possiamo permettere”. Così Rosy Bindi, presidente della Commissione parlamentare Antimafia, ha commentato la sentenza della Cassazione che apre ad un’eventuale scarcerazione di Totò Riina perché gravemente

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Riina, Gratteri contro Cassazione difende 41bis: “Anche Liggio uscì dal carcere in una bara, basta ipocrisie”

“Un boss di mafia comanda solo con gli occhi. Anzi, non deve nemmeno muoverli, gli occhi: la sua presenza fisica in un determinato posto è già esternazione di potere”. Lo ha detto il procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri, incontrando gli studenti dell’Unical, a Cosenza, dopo la notizia che la Cassazione ha aperto al differimento della pena per Toto’ Riina perché gravemente malato. Se Riina uscisse da carcere “sarebbe un’ingiustizia” perché, spiega Gratteri, “conosco tanti capi mafia che nonostante avessero tumori e metastasi,

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Riina, Rita Dalla Chiesa: “Mio padre morte dignitosa non l’ha avuta”

ROMA – “Penso che mio padre una morte dignitosa non l’ha avuta, l’hanno ammazzato lasciando lui, la moglie e Domenico Russo in macchina senza neanche un lenzuolo per coprirli. Quindi di dignitoso, purtroppo, nella morte di mio padre non c’è stato niente”. Questa la dichiarazione rilasciata da Rita Dalla Chiesa al Tg4 dopo la notizia che la Cassazione ha aperto al differimento della pena per Toto’ Riina perché gravemente malato. La richiesta della difesa del boss di Cosa Nostra fino

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Riina, Antigone: “La pena non è vendetta, uno Stato democratico non fa morire nessuno in carcere”

“In attesa di leggere le motivazioni della pronuncia della Cassazione, quella riguardante Riina è una sentenza molto importante poiché pone il tema della dignità umana e di come essa vada preservata anche per chi ha compiuto i reati più gravi e, di conseguenza, come la pena carceraria non possa e non debba mai trasformarsi in una sofferenza atroce e irreversibile”. A dirlo è Patrizio Gonnella, presidente di Antigone. “Ancora oggi – prosegue Gonnella – ci sono detenuti che da circa

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La mafiosità non si presta alla rieducazione. Ecco perché Riina è ancora un pericolo pubblico.

(di Tommaso Passarelli*) È destinata a far discutere l’ordinanza n° 27766 della suprema Corte di Cassazione, che sancisce il diritto del detenuto Salvatore Riina a una morte dignitosa. L’ordinanza è in sé ben fatta, esprime principi alti e diritti fondamentali. Analizza il quadro clinico del detenuto con grandi sensibilità e perizia. Enuncia il sopravvenire di eventi infausti, se mai il regime carcerario dovesse protrarsi. Sarebbe una bella pagina di letteratura giuridica, se solo non fossimo in Italia e non dovremmo confrontarci

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Cassazione: “Riina è malato, ha diritto a morte dignitosa”

Il “diritto a morire dignitosamente” va garantito a ogni detenuto. Anche quando il detenuto in questione è Totò Riina, storico capo di Cosa Nostra. La prima sezione penale della Corte di Cassazione per la prima volta ha accolto il ricorso del suo difensore di, che chiede il differimento della pena o, in subordine, la detenzione domiciliare. Sul deferimento della pena di Riina, ormai 86enne e affetto da diverse patologie, si dovrà ora pronunciare, sulla base delle indicazioni della Cassazione, il tribunale

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