Protestano i celerini: in piazza anche la famiglia di Raffaele Pio, il bimbo crotonese morto di cancro adottato dalla Polizia

Rossella Macchione alla manifestazione in piazza Montecitorio. Nel riquadro a sinistra, il piccolo Raffaele Pio Rossella Macchione alla manifestazione in piazza Montecitorio. Nel riquadro a sinistra, il piccolo Raffaele Pio

C’erano anche i genitori e la sorellina del piccolo Raffaele Pio Macchione tra i familiari delle forze di polizia che martedì 11 ottobre hanno manifestato in piazza Montecitorio.

La manifestazione dal titolo “Noi famiglia Polizia” è stata organizzata dal sindacato “Italia Celere” guidato da Andrea Cecchini “contro il Governo nazionale che scarica addosso alla Polizia di Stato le proprie responsabilità ed incapacità, – ha dichiarato  Cecchini – contro un Parlamento che vuole i poliziotti torturatori e ci considera matricole e a favore invece dei poliziotti, di tutte le forze dell’ordine e delle loro famiglie vittime dei tagli alla Sicurezza e delle ipocrite scelte della politica italiana.”

Le mogli, i mariti, i figli e i genitori dei poliziotti del Reparto Mobile hanno fatto sentire la loro voce per rivendicare maggiori tutele, sanitarie e legali, per i loro congiunti in divisa. Tra i motivi della protesta pacifica anche la certezza della pena e la contrarietà all’introduzione del reato di tortura.

Un legame mai spezzato quello della famiglia Macchione con i poliziotti di Roma e di tutta Italia. Nato durante il decorso della malattia del piccolo Raffaele Pio e consolidatosi anche ora che il bambino non c’è più. Deceduto pochi mesi fa per un tumore. Leggi la storia di Raffaele Pio

A prendere la parola, nella piazza romana, anche Rossella. Ha raccontato la storia del suo bambino e della sorprendente generosità che ha travolto la sua famiglia grazie al contributo, umano prima che economico, ricevuto da quegli uomini in divisa. Guarda il video della sua testimonianza

La famiglia crotonese non ha dimenticato le collette per pagare le spese della permanenza a Roma per garantire le cure del piccolo Raffaele Pio presso l’ospedale Bambino Gesù né le visite che i poliziotti facevano a suo figlio tra un turno di servizio e l’altro.

Quei poliziotti ci sono stati e ci sono ancora. E la famiglia Macchione ha voluto dimostrare, nel suo piccolo, di esserci per loro.

Una famiglia allargata, appunto. Sulla quale veglia Raffele Pio, l’undicesimo celerino. (F.C.)

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