Oncologia: la Pet/Rm sostituirà la Pet/Tc? Intervista al dottor Emanuele Nicolai

dottor Emanuele Nicolai Il dottor Emanuele Nicolai

Intervista con il dottor Emanuele Nicolai, radiologo esperto nella più avanzata applicazione e ricerca specialmente in ambito Pet-Tac, ricopre la carica di presidente della Fondazione SDN per la Ricerca e l’Alta Formazione in Diagnostica Nucleare.

Con l’acronimo RM – “M” sta per molecolare – si descrive un complesso sistema che è in grado di realizzare immagini attraverso l’utilizzo di due tecniche diverse e allo stesso tempo contemporanee: la tomografia ad emissione di positroni (PET) e la tomografia a risonanza nucleare magnetica (RM). L’RM produce immagini del corpo dettagliate al millimetro mentre la PET indica al medico esaminatore l’attività di quelle immagini, l’attività metabolica cioè il consumo di energia di quella cellula di quel dato distretto corporeo esaminato.

Un’attività metabolica che oltrepassa un determinato ma non standard parametro è un’attività patologica, verosimilmente di natura oncologica. Il dott. Emanuele Nicolai, direttore del Dipartimento di Medicina Nucleare e presidente della Fondazione SDN per la ricerca ci parla della sempre più crescente importanza assunta dalla RM/PET in campo diagnostico sia nella prevenzione delle malattie neoplastiche che nel loro follow up.

L’IRCCS SDN di Napoli è, infatti, la prima struttura sanitaria – in Italia e nell’Europa mediterranea – ad aver installato un tomografo ibrido Rm-Pet (il Biograph mMr). La differenza tra una PET/TC ed una PET/RM non è di poco momento: la PET ha sicuramente una forte sensibilità per un’ampia gamma di processi biologici ma anche una bassa risoluzione spaziale e fornisce un’informazione anatomica limitata mentre la RM/PET possiede un eccellente capacità di contrasto dei tessuti molli insieme ad un’alta risoluzione spaziale ma ha una bassa sensibilità per i processi biologici patologici.

“Quindi – sottolinea il dott. Nicolai – l’integrazione delle due metodiche permette il superamento dei limiti oggettivi singoli oltre a consentire una co-registrazione spaziale e temporale del distretto corporeo esaminato, perfetta e congiunta, con il vantaggio di un incremento del numero di acquisizione delle immagini. È prevedibile, infatti, sulla base della evidenza clinica, una riduzione dei tempi di acquisizione delle immagini come conseguenza della riduzione delle sequenze RM quando il dato PET è sovrapponibile o superiore”. Le due metodiche, dunque, si integrano per offrire il miglior dato diagnostico epurato dagli inevitabili confini strumentali se osserviamo l’aspetto meramente strumentale e fisiologici se invece osserviamo l’aspetto più francamente patologico.

Non tutti i pazienti con indicazione ad eseguire una PET/TC avranno però vantaggi nella esecuzione di una PET/MR perché possono esservi controindicazioni di varia natura e tipologia. Esistono alcune regioni anatomiche che per posizione o forma riescono ad essere “attratte” più efficacemente da una PET/TC rispetto ad una PET/RM o nel caso di esami total body – necessariamente bisognosi di tempi di esecuzione dell’esame più lunghi – la PET/TC risulta più “veloce” con meno disagi per il paziente e per il paziente claustrofobico.

Il ruolo delle due metodiche nella stadiazione della patologia neoplastica poi si declina diversamente e “seppur ancora modesti i dati in letteratura possiamo dire che il dato PET/MR è superiore a quello della PET/TC nei distretti corporei in cui la MR è più accurata della TC ovvero encefalo, mammella, testa, collo, muscolo scheletrico e in oncologia pediatrica mentre è stata riscontrata una maggiore accuratezza della PET rispetto alla RM nel distretto toracico e una maggiore accuratezza della RM, ancora, a livello cerebrale, epatico specificatamente nella individuazione di metastasi epatiche”.

In tema di biologia del tumorale invece e nella fase della diagnosi, le due metodiche riescono a realizzare una migliore caratterizzazione della malattia attraverso, appunto, quella “informazione integrata e combinata” così garantendo una previsione di risposta più accurata che in termini concreti spesso si traduce in una diagnosi precoce o in una diagnosi più precisa: in entrambi i casi rappresentano un elemento di vantaggio per il paziente e la malattia. Durante quest’ultima i vantaggi sono molto evidenti nella valutazione integrata degli effetti biologici, nella valutazione (non più previsione) di risposta più accurata e nella valutazione degli effetti dell’eventuale trattamento radioterapico effettuato.

“Se la PET/RM sostituirà la PET/TC o sarà una metodologia complementare è ancora da definire sulla base non solo dei risultati clinici ma anche di considerazioni costi benefici per il paziente. Sulla base dei dati attuali si può anticipare che la PET/RM, probabilmente, non sostituirà la PET/TC in tutte le sue applicazioni ma sarà adoperata come integrazione in presenza di determinate indicazioni e come modalità a sé in altre anche in età pediatrica”.

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