MSF sulla ricostruzione dell’Iraq: “Non dimenticare i bisogni medico-umanitari attuali”

la nuova unità di terapia intensiva aperta da MSF nel centro traumatologico a Sulaymaniyya (nord dell’Iraq). Copyright: Sonia Balleron la nuova unità di terapia intensiva aperta da MSF nel centro traumatologico a Sulaymaniyya (nord dell’Iraq). Copyright: Sonia Balleron

In un evento collaterale alla Conferenza internazionale per la ricostruzione dell’Iraq, che si apre oggi in Kuwait, Medici Senza Frontiere (MSF) chiede di non dimenticare i bisogni medico-umanitari attuali di chi è ancora intrappolato o sfollato a causa del conflitto.

“Il conflitto in Iraq ha avuto un impatto disastroso sul sistema sanitario. Dopo anni di conflitto e intensi combattimenti, intere comunità in tutto il Paese non hanno accesso a cure mediche essenziali. Tante strutture sanitarie oggi si trovano sotto cumuli di macerie. Ci sono spesso gravi mancanze nella disponibilità di farmaci e attrezzature mediche e molti operatori sanitari non ricevono più lo stipendio”, ha detto Carla Brooijmans, responsabile dei programmi di MSF in Iraq.

“C’è un bisogno reale di ricostruire le infrastrutture sanitarie in Iraq, ma è fondamentale non dimenticare gli attuali bisogni umanitari e medici acuti per le persone che sono ancora intrappolate o sfollate dal conflitto. Un’assistenza umanitaria costante è urgentemente necessaria in tutto il Paese, anche per le decine di migliaia di persone che hanno dovuto lasciare le loro case e non sono in grado di ritornarvi”, conclude Carla Brooijmans di MSF.

MSF lavora in Iraq nei governatorati di Erbil, Diyala, Ninewa, Kirkuk, Salaheddin, Anbar e Baghdad. MSF offre assistenza medica neutrale, imparziale e indipendente e non accetta fondi da nessun governo o agenzia internazionale per i propri programmi in Iraq, affidandosi unicamente alle donazioni dei privati da tutto il mondo per portare avanti il proprio lavoro nel paese. (Comunicato Stampa)

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