Migranti, sanzioni UE per Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca

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ROMA – La Commissione europea ha annunciato oggi l’avvio di una procedura di infrazione nei confronti di Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca, accusate di “non aver intrapreso le misure necessarie” per far fronte alla crisi dei migranti e dei rifugiati. All’origine della decisione, si legge in una nota diffusa dall’organismo dell’Ue, l’inadempienza di Varsavia, Budapest e Praga rispetto agli impegni sul ricollocamento dei richiedenti asilo.

Secondo la Commissione, nel 2017 rispetto all’anno precedente il ritmo e il numero dei ricollocamenti dei migranti sono aumentati in modo significativo. Tra il 1° gennaio e lo scorso 9 giugno, le persone trasferite dalla Grecia e dall’Italia in altri Paesi dell’Ue sarebbero state 20.869. Entro settembre, si legge nella nota, potrebbero essere poi ricollocati altri 13mila migranti, 11mila dei quali ora in Grecia e 2mila in Italia. A ignorare gli impegni di solidarietà e accoglienza, Repubblica Ceca, Ungheria e Polonia. “In violazione degli obblighi legali che derivano dalle decisioni del Consiglio e dai loro impegni verso la Grecia, l’Italia e gli altri Stati membri – denuncia la Commissione – non hanno intrapreso le azioni necessarie”. Nel grafico diffuso dall’organismo dell’Ue, in corrispondenza delle caselle dei tre Paesi membri ci sono altrettante “x”: il segno che, a dispetto degli obblighi sul ricollocamento, non hanno accolto nessun migrante.

Dalle procedure d’infrazione sono stati risparmiati alcuni paesi che pure, nella prima parte dell’anno, sono rimasti agli ultimi posti nella classifica dell’accoglienza. Tra questi spiccano l‘Austria, che non ha acconsentito ad alcun ricollocamento, e la Slovacchia, che si è fermata a quota 16. In settimana sia Vienna che Bratislava hanno ricevuto il plauso di Dmitri Avramopoulos, il commissario europeo per le Migrazioni, per le dichiarazioni di impegno a fare di più. (DIRE)

 

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